Date un’occhiata alla classifica, guardate il calendario e fatevi due conti: dal Milan, secondo a 66 punti, e il Napoli quinto a quota 63, ci sono solo tre lunghezze di distacco e ben quattro squadre in lotta. Quattro formazioni per soli tre posti (l’Inter è già virtualmente approdata) ed ognuno ha ormai le stesse chance di partecipare alla prossima edizione di Champions League. 

Milan, Juventus, Atalanta e Napoli sanno che in ognuna delle ultime 6 gare potrebbe essere fatale perdere anche solo un punto in palio. In particolare, il Milan che sarà costretto a giocare lontano da San Siro tre spareggi contro Lazio, Juventus e Atalanta all’ultima giornata. Il Napoli, invece, non dovrà partecipare a nessun confronto diretto e guarda ai prossimi ed ultimi 540 minuti con ritrovato ottimismo. Ritrovato come i gol degli attaccanti che sono mancati nei due mesi fatali, gennaio e febbraio. Contro la Lazio sono andati a bersaglio due volte Insigne e poi Politano, Mertens e Osimhen, per un bottino che porta a 71 il numero delle reti segnate in questa serie A. Vale a dire, secondo miglior attacco con l’Inter e due soli gol in meno dell’Atalanta che ne vanta più di tutti: 73. Se lunedì alle 18,30 la squadra di Gattuso riuscisse a fare bottino pieno in casa del Torino e se la Lazio battesse il Diavolo, ci sarebbe il clamoroso aggancio ai rossoneri. 

La riscossa del Napoli e i rimpianti di fine stagione

Clamoroso, perché il Napoli era precipitato al settimo posto, nel periodo in cui parte dell’opinione pubblica chiedeva la testa di Gattuso. E invece, una volta recuperati tutti gli attaccanti, ha ritrovato l’antica fisionomia. In particolare, nelle ultime 10 gare di campionato, gli azzurri hanno perso solo in casa della Juventus (2-1), hanno pareggiato con l’Inter (1-1) ed in casa del Sassuolo (3-3), cioè una sfida che grida ancora vendetta per il rigore regalato al 94’. Le altre 7 le ha vinte tutte, risalendo la classifica fino all’attuale -3 dal Milan secondo in graduatoria. La risalita in Champions sarebbe un traguardo sorprendente, ed allarga l’area del rimpianto. Così come ha ricordato anche il tecnico dell’Inter, Antonio Conte, se non avesse dovuto fare i conti con così tante defezioni “avrebbe lottato per lo scudetto”.