Rinverdire i fasti dei mitici anni Ottanta. È anche questo il proposito del Napoli e del Milan che all’epoca comandavano la serie A con Sacchi e Bianchi alla guida delle due corazzate che avevano in Gullit-Van Basten e Maradona-Careca gli alfieri di progetti tecnici apparentemente irripetibili. Invece la serie A di quest’anno dà conferma che nessuno riesce a reggere il passo di azzurri e rossoneri, primi in classifica a punteggio quasi pieno, con 9 vittorie ed un solo pareggio conquistato in due trasferte difficili: il Milan a Torino con la Juventus ed il Napoli a Roma contro i giallorossi feriti ed arrabbiati dopo il 6-1 in Conference League.

Napoli e Milan come 34 anni fa, la stagione che vide i partenopei conquistare per la prima volta lo scudetto. Dopo 10 giornate era il colore azzurro a dominare con 6 vittorie e 4 pareggi (16 punti), la Juventus a ruota (14 punti), l’Inter terza (13) ed il Milan quarto (12). All’epoca la massima serie era di 16 squadre e le vittorie valevano ancora due punti. Al termine delle 30 giornate gli azzurri si appuntarono il tricolore con 42 punti, mentre il Milan che stava iniziando il percorso che lo portò a dominare di lì a poco l’Europa, arrivò sesto a quota 35. Ma dopo appena un anno il quadro cambiò in favore del Diavolo che chiuse il campionato al primo posto con 45 punti e gli azzurri 3 punti sotto, al termine di un percorso avvincente che ebbe la sua svolta nel successo dei rossoneri al San Paolo il primo maggio 1988: il match si chiuse sul 2-3 tra gli applausi dei quasi centomila spettatori presenti sugli spalti. Napoli e Milan in testa alla graduatoria anche quest’anno con l’esperienza di Giroud-Ibrahimovic da un lato e la sfrontatezza giovanile dell’uragano Osimhen sull’altra sponda.
Con il tecnico Spalletti in tribuna per squalifica, gli azzurri si sono ripresi il primo posto battendo nettamente il Bologna nel posticipo di giovedì con un 3-0 confermato anche da alcuni dati statistici: possesso palla 65% contro 35%, tiri totali 18 contro 8, occasioni da gol 12 a 5, passaggi riusciti 641 a 302. Strapotere certificato anche dai gol subiti, che in Italia da sempre sono lo specchio di chi può diventare campione d’Italia. Napoli e Milan hanno le migliori difese (3 e 9 gol subiti) e oggi gli azzurri sono virtualmente la formazione capolista, perchè vantano una migliore differenza reti: +19 (22 fatti e 3 subiti) contro il + 14 del Milan (23 gol fatti e 9 incassati).
La forza della squadra di Spalletti sta nelle partite casalinghe. In campionato ne ha giocate 5 con 5 vittorie, con 10 gol segnati e la media di 2 a gara. Il rendimento eccezionale riguarda le reti prese allo stadio Maradona: soltanto una, quella segnata da Morata dopo la clamorosa distrazione di Manolas. E domenica Spalletti porterà la sua squadra capolista della A nel derby campano in casa della Salernitana. Un match delicato anche perchè la formazione affidata a Colantuono da sole due giornate, è reduce dal confortante spareggio-salvezza in casa del Venezia e con il desiderio di fare lo sgambetto agli azzurri.