Alla base dei successi di una squadra deve sempre esserci una perfetta coesione tra tutte le figure e i componenti del Club. É un assioma sicuro come la legge di gravità. Le fortune rossonere sono cominciate quando le strategie, le filosofie e le scelte dei dirigenti sono diventate univoche, senza divergenze a rallentare la crescita del nuovo Milan della famiglia Singer.

La splendida unità di intenti è prepotentemente risaltata anche nella campagna di rafforzamento di questa sessione di mercato. La proprietà di Londra, Ivan Gazidis, Paolo Maldini e Ricky Massara hanno immediatamente percepito le esigenze di Stefano Pioli, premiando lo straordinario cammino dei giocatori con l’inserimento di un centrocampista, Soualiho Meïté, e di un attaccante Mario Mandzukić, in attesa di completare l’assetto con un difensore centrale, Fikayo Tomori, e forse con un vice-Hernández (favorito Junior Firpo). La priorità è subito andata sulla figura di un centrocampista, dopo l’infortunio di Bennacer e la positività di Krunić. L’allenatore ha reinventato Davide Calabria, che ha coraggiosamente occupato una posizione in campo certo a lui non consona. Il Milan, tuttavia, non poteva continuare a navigare nella perenne emergenza. Da questa considerazione è nata la ricerca di un centrocampista, trovando nel granata Meïtè la figura più funzionale per età, esperienza, conoscenza del calcio italiano, modalità di ingaggio e costo. L’attaccante, invece, sembrava l’ultima opzione ma la lunga assenza di Ibrahimović, sommata alla non alta predisposizione a giocare da punta centrale di Leao e Rebić, quest’ultimo poi costretto a una forzata assenza, hanno spinto “Casa Milan” a sondare prima la possibilità dell’arrivo di Leonardo Pavoletti, poi, approfondita la posizione di Mandzukić, di puntare sull’attaccante croato. Una coppia d’attacco, Ibrahimović e Mandzukić, che garantisce potenza, forza, personalità, cattiveria agonistica come poche squadre possono schierare. Affrontare le potenziali diciassette partite, a partire da sabato 23 gennaio a domenica 21 marzo, con un reparto forte di Ibra, Super Mario, Leao, Rebić e Hauge può aiutare Pioli nelle scelte e permettergli un efficace turnover.

Il punto sulla difesa

Tocca ora al difensore centrale. Perso Simakan per la fase attuale della stagione a causa di un grave infortunio, l’obiettivo concreto, molto concreto è diventato Fikayo Tomori, oggi al Chelsea. Arriverà in prestito con un diritto di riscatto valutabile intorno ai 30 milioni di euro. Infine, forse, l’ultimo ruolo da coprire è quello del difensore di fascia sinistra, splendidamente occupato da Theo Hernández, che rimarrà però fuori per venti giorni. Bisogna, quindi, ricercare una valida alternativa quando il francese dovrà forzatamente riposare. Insomma, il giudizio è molto positivo sul lavoro di questo gennaio, sul piano della qualità e quantità dei nuovi giocatori rossoneri. Qualcuno potrà obiettare sull’opportunità di acquistare rinforzi solo in prestito. Trovo, invece, che in questa complicata fase economica, sia una scelta intelligente perché la priorità assoluta è tornare al vertice in Italia e in Europa. Il Milan guarda il presente perché diventi bello il futuro.