Ve l’ho sempre detto e ve lo ripeto: vi dovete fidare di questo Napoli. Di tutto il Napoli e non soltanto dei suoi leader. Perchè le grandi stagioni diventano tali solo grazie ai cosiddetti portatori d’acqua. Il Milan di Sacchi non avrebbe ottenuto tutto quanto senza l’apporto dei vari Evani o Colombo. Così come il Napoli di Maradona che si resse sull’apporto di Fusi, Crippa e Celestini. Tutto dipende, però, dagli allenatori e da quanto essi riescono a coinvolgere quelli che non giocano sempre. Ecco perchè il merito principale di Luciano Spalletti è questo: aver reso importanti quelli che nelle stagioni precedenti non li si vedeva quasi mai in campo.

Le grandi prestazioni sfoderate nei match contro Atalanta e Leicester ha portato sugli scudi tre nomi su tutti: Malcuit, Petagna e Ounas. Il francese ha giocato 267’ e ha già superato i 236’ di impiego nella stagione passata: che cosa vuol dire? Che Spalletti lo ha rigenerato e, sia da esterno basso che come affiancamento alla prima linea, è stato superlativo nelle due gare prese in esame. Ora nessuno più si sognerebbe di chiedere al presidente De Laurentiis di prendere a gennaio un esterno in alternativa a Giovanni Di Lorenzo. E Petagna? É il classico calciatore “buono per tutte le stagioni” e di recente ha ulteriormente raffinato le sue qualità di centravanti-boa. Quello che segna poco ma che tanti gol fa realizzare ai suoi compagni di squadra: quest’anno 520’, un solo gol che valse il successo sul Genoa nel finale, e già 3 assist confezionati. L’1-0 siglato contro il Leicester da Elmas porta per intero la firma del Bulldozer, autore di una prova superlativa nel campo zuppo d’acqua e contro gli inglesi che non vanno mai per il sottile quando c’è da chiudere sull’avversario.

Ounas un talento emergente

La vetrina, però, spetta tutta ad Adam Ounas. La sua è una classe cristallina, abbinata ad una intelligenza calcistica che raramente si vede sui campi di calcio. Questa per lui può essere davvero la stagione della consacrazione. Arrivata quando ha ancora 25 anni e davanti a lui si profila un futuro da sostituto di Insigne nel Napoli che verrà. E se Ounas non si è perso nelle sue debolezze e in una discontinuità che faceva anche rabbia, lo deve a due allenatori, Serse Cosmi e Luciano Spalletti. Il primo lo ha forgiato nei 6 mesi di Crotone e lo ha collocato alle spalle della prima punta per diventare devastante in zona gol. Il coach toscano, poi lo ha completato nella considerazione, al punto da dirgli che si sarebbe incatenato al centro tecnico di Castelvolturno se il club lo avesse ceduto questa estate. Malcuit, Petagna e Ounas sono tre belle storie di un Napoli che, ora sì, può puntare in alto grazie ai calciatori che prima nessuno da queste parti teneva in grande considerazione.