“Vivo in Europa, ma dormo in Africa”.

A Samuel Eto’o basta citare se stesso per consentire al mondo intero di percepire la grandezza dell’uomo prima e del calciatore poi. Tredici diverse squadre in tutta la sua carriera, tredici diversi campi di gioco, sui quali Samuel azzannava le sue prede come un leone della savana. Nel supermercato del calcio mondiale Eto’o ha fatto razzia praticamente di tutto quello che c’era, venendone fuor il 7 settembre 2019, con una Coppa Intercontinentale, due Coppe del Re, tre campionati spagnoli, due Supercoppe.

Per poi portarsi a casa un campionato italiano, due Coppe Italia, tre Champions League e una Coppa del mondo per club.

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Si fa fatica a leggerlo, figurarsi a farlo. Eppure parliamo del miglior giocatore della storia africana, l’unico ad aver realizzato un treble o triplete, che dir si voglia, conquistando campionato, coppa nazionale e Champions League in due stagioni consecutive e con due maglie diverse, Barcellona e Inter.

A tutto questo poi va aggiunta l’esperienza nella sua terra, il Camerun, con il quale ha partecipato a quattro mondiali e a sei Coppe d’Africa, vincendo le edizioni del 2000 e del 2002. Con Samuel Eto’o vale la pena partire dai traguardi prima ancora di fossilizzarsi sul percorso che ha portato al raggiungimento degli stessi; il motivo è semplice e ancora una volta ce lo spiega proprio lui “quando ho iniziato a giocare era diventare il numero uno al mondo e per essere il migliore dovevo vincere e lavorare sodo.”

L’etica del lavoro e del sacrifico ha contraddistinto l’intera carriera di Eto’o, iniziata nelle giovanili del Real Madrid B, ma mai esplosa a causa del regolamento dei tempi che impediva ai giocatori non comunitari di scendere in campo. Poco male perché ben presto Eto’o troverà spazio prima al Leganes poi al Maiorca dove invece ha conosciuto il vero calcio e soprattutto si è fatto conoscere. Nella stagione 2002-2003, ad esempio, realizzò due dei tre gol con cui il Maiorca superò il Recreativo Huelva per 3-0 nella finale di Copa del Rey, dedicandoli a Marc-Vivien Foé, amico e compagno di nazionale scomparso appena 48 ore prima. Al Maiorca resterà per cinque stagioni, realizzando in totale 54 reti in 133 partite diventando, manco a dirlo, miglior marcatore della storia del club.

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Fu ovviamente solo un assaggio di quello che poi sarà il fenomeno vero, con la maglia del Barcellona a partire dalla stagione 2004/2005. Coi blaugrana vince tutto, restando al Camp Nou per cinque stagioni mantenendo sempre rendimento costante e alzando l’asticella in ogni partita. Condivide lo spogliatoio negli anni con tutti i migliori calciatori, partendo da Ronaldinho fino alla stella di Messi. Proprio con la Pulce ed Henry regala al calcio uno dei tridenti più devastanti di sempre, 100 reti realizzati tra campionato e coppe. Quell’anno Eto’o era stato dato per partente dal neo allenatore Pep Guardiola; alla fine il Barcellona non riuscì a liberarsene e il camerunense ricambiò con la bellezza di 36 gol.

Non bastano a Guardiola per convincersi a trattenerlo, correva l’anno 2009 ed al Camp Nou approdò Zlatan Ibrahimovic che spedì Eto’o a Milano, sponda ovviamente nerazzurra. Esordisce in punta di piedi contro la Lazio in Supercoppa, realizzando il primo gol del match poi perso. Non ne farà un dramma, quell’anno sarà uno dei migliori di sempre per Eto’o che con Mourinho troverà l’alchimia perfetta. Spostato largo sulla fascia o punta centrale accanto a Diego Milito, il camerunense segna, sforna assist e copre tutto il campo. Nella semifinale di ritorno di Champions contro il Barcellona addirittura gioca da terzino riuscendo a fermare i suoi ex compagni, guadagnando la finale coi nerazzurri. 

Proprio in occasione della finale, la leggenda vuole che sia lui a tenere il discorso pre gara, con Mourinho che gli dà fiducia perché “Lui è uno che sa come si vincono certe partite”.

E infatti l’Inter vince, e tutto. Secondo triplete di fila per Eto’o, primo storico per l’Inter di Moratti che lo amerà alla follia. 

Seguiranno le esperienze all’Anzhi e in Qatar, prima del ritorno in Italia alla Samp, nel mezzo una breve esperienza al Chelsea e all’Everton. Eto’o non smette mai di segnare e soprattutto non smette mai di far sognare. 

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