Mi permetto di sostenere che il Napoli recente si è mostrato fin troppo positivo alla luce delle assenze patite tra Milano e Mosca. Con gli infortuni di Osimhen (tre mesi di stop) e di Anguissa (fermo un mese e poi andrà in coppa d’Africa) nel corso della sfida contro l’Inter, oltre ai successivi di Insigne, Fabian Ruiz, Ounas, Demme, Manolas, Zanoli e Politano, si rischiava di ottenere prestazione decisamente peggiori.

Chiare occasioni

Ho scritto “prestazioni” e non “risultati” perchè le due voci non combaciano. Il Napoli non avrebbe meritato le sconfitte in casa della formazione campione d’Italia e nel gelo di Mosca contro lo Spartak, perchè analizzando accuratamente le due partite, balza agli occhi in maniera evidente il gran numero di occasioni che il team azzurro ha creato e sprecato. Tra Milano e Mosca se ne contano ben 6, Mario Rui e Mertens allo stadio Meazza, ancora Mertens, due volte Zielinski ed Elmas nel match di Europa League. Sono state occasioni chiarissime, alcune delle quali gridano addirittura vendetta. Se uno tra Mario Rui e Mertens avesse messo il pallone nella porta di Handanovic, le critiche alla luce del 3-3 finale con rimonta del Napoli dopo il 3-1 nerazzurro, sarebbero finite tutte addosso alla compagine di Inzaghi, mentre per Spalletti ci sarebbero stati grandi applausi in virtù dell’ottimo pari strappato alla squadra con lo scudetto.

Carenza di precisione… al momento

Idem a Mosca, una partita paradossale, con il Napoli paralizzato dal gelo moscovita nella prima mezz’ora e con lo Spartak abile ad approfittarne fino al 2-0. Poi la graduale reazione partenopea e le tante occasioni gettate alle ortiche: se la formazione azzurra avesse centrato la rimonta-vittoria, nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo. Perché questa riflessione approfondita? Per dire che il Napoli vive soltanto una crisi di risultati dovuta alla scarsa precisione dei suoi interpreti davanti alla porta avversaria. Una crisi provocata soprattutto dal numero dei gol segnati e che è calato gradualmente in campionato: venti gol nelle prime 7 partite, soltanto 8 nelle successive 6 sfide. Senza Osimhen, bisognerà aspettare il ritorno al gol degli esterni, soprattutto di Insigne che in serie A non segna un gol su azione dalla partita contro l’Udinese dello scorso 11 maggio. Magari succederà proprio domenica contro la Lazio, nella domenica in cui sarà celebrato il ricordo di Maradona ad un anno dalla sua morte.