«Il nostro riferimento non sono le altre squadre, ma la storia del Napoli, quello che si è vinto qui in passato», il richiamo di Luciano Spalletti alla maglia azzurra è un atto di fedeltà alla passione di un popolo che si sta godendo il primo posto della squadra, senza per questo esagerare nella prospettiva futura. Parlare di scudetto è vietatissimo, dire che oggi il Napoli è la squadra più in forma del campionato, si può. Nessuno in questo campionato di serie A è riuscito a mettere insieme 4 vittorie nelle prime 4 partite ed è una striscia che questa squadra aveva già completato un anno fa: con Gattuso in panchina (vittorie a Parma e Benevento, successi casalinghi contro Genoa e Atalanta) per poi fermarsi alla quinta contro il Sassuolo a Fuorigrotta. La squadra azzurra è in grande fiducia e cerca di prolungare il magic moment provando a battere anche la Sampdoria nel turno infrasettimanale di giovedì. La formazione allenata quest’anno da D’Aversa ha perso solo all’esordio contro il Milan (0-1), per poi pareggiare a Sassuolo ed in casa contro l’Inter, fino al largo successo dell’ultimo turno ad Empoli.


Spalletti è a conoscenza che i doriani quest’anno hanno un vestito tattico elastico che si esalta nel duo d’attacco tutto partenopeo Caputo-Quagliarella, ma anche con il contributo di Adrien Silva che opera da cerniera davanti alla difesa, dopo il Napoli ed il Milan (2 gol al passivo) è la meno battuta con tre reti subite. Ma il coach di Certaldo ha dimostrato anche quest’anno quanto sia abile a preparare le sfide, anche nella contrapposizione agli avversari, oppure sull’attività di elusione delle marcature più strette. Il gioco del Napoli quest’anno è più fluido e verticale, sa quando si deve palleggiare e quando è il caso di accelerare. Inoltre l’organico è pressoché identico ad un anno fa, ma allora cosa ha fatto Spalletti per dare al Napoli la continuità di cui prima era carente? Nessuna magia, ha soltanto ottimizzato l’attività durante le sedute di allenamento, oltre ad aver preso coscienza della propria forza.
Questo Napoli è la diretta conseguenza di quello che aveva chiuso lo scorso girone di ritorno in serie A con 43 punti, cioè al secondo posto dietro all’Inter che aveva vinto il parziale di girone con 50 punti. Ecco perchè Spalletti dice che il riferimento per il Napoli può essere soltanto il Napoli.