Napoli-Torino sarà la gara dei calciatori “che devono fare gli uomini”. Per ragioni di classifica opposte (i granata sono in fondo alla classifica ed il Napoli non vuole smarrirsi nei sogni scudetto), le due società sanno di disporre di una rosa ben superiore ai risultati non ottimali ed ecco perchè il presidente Cairo ed il tecnico partenopeo Gattuso si sono ritrovati sulle stesse posizioni dialettiche relativamente al comportamento dei loro (alcuni calciatori).

Big chance ora

Il calo di punti è molto più recente per il Napoli che ha perso due gare di fila contro altrettante concorrenti per un posto in Champions o per qualcosa in più. Sconfitte che diventano tre nell’ultimo mese, se si aggiunge quella contro la capolista Milan. Ringhio ha la rabbia in corpo ed uno stress che gli ha procurato l’insorgere di quella miastenia oculare che lo aveva già fatto soffrire anni fa: una patologia che non può essere curata e che va contenuta con il cortisone. Quando i calciatori sono “molli”, come ebbe modo di dire Luigi Riccio (è il vice di Gattuso) dopo il ko di Roma con la Lazio, servono le maniere forti. Ed ecco che, come dei bambini in punizione, il club ha disposto il ritiro coatto fin dalla serata di lunedì, per arrivare alla gara contro il Torino in una condizione nervosa ben diversa da quella di domenica sera.

Dimenticarsi la Lazio

Contro la Lazio si è visto il peggior Napoli dell’era Gattuso e non sarebbe corretto puntare il dito solo sulle tante assenze lamentate dalla squadra azzurra. Oltre al capitano Insigne squalificato ed ai due infortunati Osimhen e Mertens, nel corso del match contro i laziali si sono fermati pure Lozano e Koulibaly. Per il difensore senegalese si tratta di distrazione di primo grado al retto femorale sinistro e sarà sottoposto a nuovi controlli tra 10 giorni, ma dovrebbe restare ai box fino a metà gennaio. Il messicano, invece, ha subito un trauma contusivo alla gamba sinistra con interessamento dei muscoli peronieri: dovrebbe tornare disponibile per il match del 3 gennaio a Cagliari. Ma la gara con il Torino diventa fondamentale anche per chiudere al meglio un 2020 che, per una stranezza del calendario, era iniziato malissimo, guarda caso, contro le ultime due squadre affrontate dal Napoli. Il 6 gennaio, alla ripresa del campionato e con Gattuso in panchina da 20 giorni, il Napoli affrontò e perse al San Paolo contro l’Inter con un punteggio (1-3) che non rispecchiò l’andamento della gara. Cinque giorni dopo ci fu la trasferta a Roma contro la Lazio, gara persa al 90’ per un errore di Ospina di cui ne trasse vantaggio il solito Immobile e dopo una sfida condotta dagli azzurri. Dispiace per il Toro, ma il Napoli ha bisogno della medicina per curare il malore procurato da Inter e Lazio e all’inizio ed alla fine del 2020.