Milan-Napoli, la partita delle suggestioni, la partita dei ricordi, la partita della classifica. Le due squadre che si affrontano per la giornata numero 18 del campionato, hanno infatti dominato il girone di andata, prima che la pletora di problemi fisici abbiano condizionato il loro cammino delle ultime settimane.
Il Milan non vuole perdere il contatto con l’Inter, mentre il Napoli cerca l’affermazione di prestigio per rilanciare le proprie ambizioni. Parlavamo di ricordi. Per i tifosi rossoneri, Milan-Napoli è soprattutto quella giocata il 3 gennaio 1988. Sono passati quasi 34 anni, ma le trecce al vento di Ruud Gullit di quel pomeriggio sono diventate uno dei simboli più significativi del Milan di Arrigo Sacchi. Avversario, fiero e orgoglioso avversario, Diego Armando Maradona. Per entrare nella leggenda è necessario battere i più grandi, e Maradona era il più grande.

Torniamo al presente. Per ritornare ai massimi livelli di gioco, Stefano Pioli deve certamente recuperare gli infortunati, ma sarà fondamentale il ritorno alla miglior condizione di due rossoneri, troppo condizionanti la manovra milanista. Sono Brahim Diaz e Theo Hernandez. “Il folletto andaluso” ,in questo senso, l’ho paragonato a Clarence Seedorf. Calma… prima di sobbalzare sulla poltrona! Vado a spiegare. Le partite più belle e spettacolari del fuoriclasse olandese sono sempre coincise con le grandi prestazioni del Milan di Carlo Ancelotti, ”la squadra dei Meravigliosi”.
Accade lo stesso oggi. Quando Diaz illumina, con la sua classe e la sua imprevedibilità la manovra rossonera, la squadra di Pioli tocca sempre le vette più alte sotto l’aspetto del gioco e dei risultati. Ne trae beneficio soprattutto Zlatan Ibrahimovic, abile a fraseggiare con lo spagnolo e a sfruttare gli spazi creati dal suo formidabile dribbling.

Ritorno al passato!

Un’altra pedina insostituibile è rappresentata da Theo Hernandez. É il giocatore che soffre di più l’assenza di Rebic e Leao, bravi nell’aiutarlo, con i loro movimenti, a infilarsi in comodi corridoi dove possa esprimere la sua devastante progressione. Mancano anche i suoi gol che hanno una caratteristica straordinaria. Sono infatti pesanti e decisivi. Reti che hanno permesso di salire in alto, nella classifica. Insomma il 2022 deve rivedere la crescita delle pedine più importanti della scacchiera milanista e il recupero poi dei lungo degenti. Condizioni essenziali per permettere di tornare ad ammirare il Milan di inizio stagione. Quello che non ha paura di nessuno, quello della continuità nella grandezza!