Immeritata ma doverosa

È arrivata la vittoria. È arrivata in uno scontro diretto. È arrivata in contemporanea con i pareggi di tutti gli avversari più temibili. È arrivata in modo non del tutto meritato. È arrivata – diciamolo – con una dose massiccia del celeberrimo “culo”, senza il quale puoi essere lo squadrone “che tutto il mondo tremare fa”, ma comunque non vai da nessuna parte.

L’Inter batte il Napoli non senza soffrire e consolida il suo secondo posto, avvicina il Milan capolista, rimette brio in un motore che solo una settimana fa pareva spompo e sfiduciato. L’Inter vince con lo spirito del suo tecnico, quello di una squadra di sicuro non bellissima da vedere, ma finalmente pragmatica e muscolare.
E qualcuno dirà: “Sì ma quanta fortuna!”. Può darsi, ma è anche vero che era giunto il momento di “riequilibrare” i conti con la sorte, ché quest’anno è capitato una marea di volte di dominare le partite e non riuscire a portarle a casa. Contro il bel Napoli di Gattuso è accaduto il contrario: loro meritavano decisamente di più, il bottino si è colorato di nerazzurro.

Un elemento rilevante

Eccola la prerogativa delle grandi squadre, quelle che possono ambire al titolo: vincere anche quando non se lo meritano. Succede e, sia detto ad alta voce, il regolamento lo consente. A due passi dal Natale all’Inter è capitato così e, certo, sa di gran bel presagio.
Ci voleva. Ci voleva perché il flop europeo fa ancora male, ci voleva perché il filotto di successi in campionato serve a far ritrovare armonia a tutte le componenti (giocatori – staff –tecnico – dirigenza), ci voleva per il gol vittoria firmato da Lukaku porta il colosso belga in cima alla classifica cannonieri insieme a Ibrahimovic e Ronaldo (di sicuro non due qualunque…), ci voleva perché questa partita ha rimesso al suo posto un certo Samir Handanovic.
Ecco, il capitano: ha iniziato la stagione certamente giocando male, non sembrava neanche lui, per molti era giunto “il momento di pensionarlo”. Una pioggia di critiche, insomma. E critiche legittime, sia ben chiaro. Ebbene, contro Lozano, Insigne, Zielinski e tutti gli altri, il portiere sloveno è tornato a fare il fenomeno, che poi è quello che gli è capitato più volte nel corso della carriera. Bravo, bene così.
Ora arriva lo Spezia e, direte, sarà una passeggiata. No, sarà un’altra battaglia e a seguire ce ne sarà un’altra e così via fino a primavera inoltrata quando, si spera, Conte e i suoi proveranno a riaprire la bacheca dell’Effecì.