Le porte chiuse, Eriksen, “il ritorno di Conte” e tutto il resto: Juve-Inter in 5 punti.

C’è Juve-Inter. Lo so che non ci credete, ma è così. Sarà il derby d’Italia più grottesco di sempre e la questione è quella che inizia per “Cor” e finisce per “onavirus” (non lo citiamo per evitare di dargli importanza). Sarà una partita assai particolare e per presentarla vi sottoponiamo cinque micidiali e succosissimi “temi da derby d’Italia”.

Non sono 90 minuti qualsiasi

1) Vi diranno che questa “non è una partita decisiva”. Cazzate, lo è eccome. È importante per la Juve in crescente difficoltà sarriana, lo è soprattutto per l’Inter, attualmente a -6 dalla vetta (potenziale -3): una sconfitta in terra piemontese significherebbe 9 punti di distacco dalla vetta (6 potenziali), scontro diretto a sfavore e Lazio che scappa. Troppo per continuare a credere nello scudetto.

Il ritorno di Conte…

2) Conte torna “a casa”. Lo sbarco torinese in condizioni di normalità lo avrebbe certamente condizionato (in fondo è un uomo pure lui), l’assenza di 40mila potenziali “nemici” gli permetterà di vivere meglio i 90 minuti più importanti dal suo ritorno in Italia. Lo stesso, attualmente, vale anche per Sarri, diciamolo…

Il recupero di Samir

3) Handanovic: gioca o non gioca? La sua presenza è essenziale, non tanto (o non solo) perché il suo sostituto ha avuto diversi problemi, quanto perché senza di lui funziona male tutto il reparto difensivo (da Godin a Skriniar). Sarà in campo? Non ne abbiamo la minima idea ma in uno slancio alla “Divino Otelma” osiamo: secondo noi ci sarà.

Eriksen sì, Eriksen no?


4) Eriksen: gioca o non gioca? Se per il capitano siamo di fronte a un problema fisico, in questo caso è tutto nella testa di mister Conte. I beninformati dicono “non lo farà partire dall’inizio, preferisce Vecino e un’Inter più quadrata”. Noialtri non siamo d’accordo: i nerazzurri hanno puntato su cotanto fuoriclasse per dare brio a una squadra che senza Sensi ha perso imprevedibilità, quel giocatore è arrivato e ha già fatto vendere di che pasta è fatto. Lasciarlo fuori dalla mischia nella partita più importante significherebbe aver paura di osare. “Noi” siamo convinti che il danese alla fine giocherà. “Noi” siamo convinti che farà la mezzala. “Noi” non ne azzecchiamo una dal 1982. “Noi, solo noi, solo noi, le montagne se vuoi” (Toto Cutugno, “Solo noi”, 1983).

Capitolo arbitro


5) Juve-Inter a porte chiuse è una buona notizia solo per un motivo: per una volta l’arbitro designato non avrà rotture di balle “ambientali” e anche pochissimi alibi (sia chiaro, non è una questione “juventina”, in tutti i match di un certo livello la pressione ambientale influisce eccome). Fischiare nel silenzio è decisamente più facile e in una partita storicamente così complicata può essere garanzia di un match senza polemiche post-gara. Se state pensando “questa è una cazzata” vi rispondiamo che sì, lo pensiamo anche noi che la stiamo scrivendo.


Fine. Juve-Inter sta arrivando. E sta arrivando in un momento storico talmente strano che ci immaginiamo possa accadere qualunque cosa, persino che la Juve decida di rimborsare i suoi tifosi. Ma qui forse stiamo esagerando. Buon derby d’Italia e in bocca al virus.