Ormai il Napoli ha una sua struttura fissa, con un’elasticità tale da permettere agli undici calciatori scelti di volta in volta, di adottare una geometria tattica cosiddetta “variabile”. Questa premessa per dire che comunque c’è bisogno della punta di peso e in assenza di Osimhen non può essere Mertens il sostituto. Non per scarse capacità (il belga tecnicamente è anche superiore a Victor), ma perchè il Napoli ha una verticalità che oggi penalizza il folletto Dries. Nel ruolo di prima punta ha dimostrato di essere a suo agio maggiormente Petagna, perchè ha una fisicità che gli permette di ricevere palla, di difenderla e di far salire la squadra, oltre ad avere doti di stoccatore come ha dimostrato anche nella vittoria di Genova. Per questa ragione, il Mertens di oggi preferisce agire da “sottopunta”, così da avere una collaborazione stretta in zona-gol.

Domanda: il Napoli può permettersi di giocare in tutte le partite così sbilanciato, con tre punte pure (Petagna, Insigne e Politano o Lozano) in aggiunta a Dries? Sarebbe un azzardo, perchè il centrocampo perderebbe quella solidità che ha permesso alla difesa di essere oggi la migliore in tutta Europa. La gara di Salerno è stato un banco di prova per certificare le difficoltà che incontra il bomber belga quando opera da punta centrale in solitudine: soltanto 24 le palle giocate nell’ora in cui è rimasto in campo e nell’insieme dei dati relativi al Napoli è addirittura nono (su undici) nella graduatoria relativa ai palloni toccati nel corso di Salernitana-Napoli. Così Mertens è tagliato fuori, probabilmente anche perché non ha ancora la migliore condizione, quella che gli servirebbe per rendersi ancora più utile alla squadra della quale è il calciatore che ha segnato più gol di tutti (135) nella storia del club.

La lotta scudetto

Eppure la squadra di Spalletti ha dimostrato, nonostante queste difficoltà, di sapere soffrire abbastanza per riuscire a portare a casa punti pesanti come quelli conquistati domenica all’Arechi. Punti che consentono agli azzurri di essere primi in classifica dopo 11 giornate, a pari con il Milan e con la sensazione di poter restare in cima fino al 24 maggio. Ad un patto però: che Spalletti scelga una squadra titolare per il campionato ed un’altra per l’Europa League. Non si tratta di trascurare la competizione continentale, semplicemente è meglio non rischiare quelli sui quali sta puntando per continuare a lottare per lo scudetto. E poi, gli azzurri che solitamente entrano a gara in corso e risultano pure determinanti, sono validi abbastanza per poter immaginare che riescano a guadagnarsi la qualificazione agli ottavi di Europa League, conquistando il primo posto nel gruppo C che oggi appartiene alla Legia, il team che gli azzurri affronteranno giovedì a Varsavia con l’obiettivo di scavalcarli al primo posto.