Più di una finale. Sono profondi i significati della vittoria del Milan sulla Juventus. Innanzitutto la conferma che la strada intrapresa, più di un anno fa, sia quella giusta. Con l’arrivo di Stefano Pioli, allenatore saggio, preparato, abituato a tenere la barra del timone anche nei mari tempestosi, abile a gestire dunque lo spogliatoio nei momenti di difficoltà, i dirigenti rossoneri hanno cominciato un percorso che ha permesso alla squadra di comandare la classifica parziale, un anno fa, dopo lo stop obbligato di febbraio. Per poi proseguire sempre al vertice del campionato, anche in questa stagione, cammino che meriterebbe di sfociare nel traguardo parziale più ambito, un posto in Champions League.

Tutto è nato in un giorno di luglio del 2020, che verrà ricordato come uno dei momenti più importanti nella storia rossonera di questi anni venti. Quando, negli spogliatoi di Reggio Emilia, dopo un Sassuolo-Milan, Ivan Gazidis e Paolo Maldini comunicano alla squadra che Pioli sarebbe stato il tecnico anche della stagione successiva. L’applauso dei giocatori è stato il suggello di una scelta saggia e oculata. Arrivare fra le prime quattro, possibilità oggi certamente più vicina rispetto a qualche giorno fa, permetterà alla dirigenza rossonera di lavorare per la logica campagna rafforzamento con maggiore efficacia. Perché il Milan potrebbe garantire un palcoscenico internazionale di grande prestigio, in un Club sano gestito da una proprietà ricca non solo economicamente, ma anche di idee e strategie. Insomma una scelta appetibile per qualsiasi giocatore, affascinato non dal blasone della Società, ma anche da una filosofia di gioco, coraggiosa e propositiva, sempre alla ricerca della bellezza e dello spettacolo.   

La rosa tra rinnovi spinosi e certezze

Insomma la partita vinta a Torino può altresì aiutare a ridurre il gap con le rivali per un Milan, che ora deve consolidare e migliorare la rosa, ricca di talenti, di eccellenti giocatori in prospettiva, guidata dalla esperienza di Kjaer, Ibrahimovic e Calhanoglu, ma bisognosa di colmare lacune legate soprattutto alla fascia destra e alla punta centrale, vista come alternativa al Fuoriclasse svedese. Anche i rinnovi, soprattutto quello di Gigio Donnarumma, possono essere facilitati da un Milan In Champions League, come quello anche di Romagnoli e Kessiè, oggi i casi fra più spinosi. Mancano però ancora sei punti al meritato approdo nel salotto buono d’Europa, che ha visto il Milan più spesso padrone di casa che ospite. Sei punti insomma per ricominciare la scalata verso le grandi vittorie, verso la Leggenda!