Il campionato del Milan non lo merita! I numeri lo confermano. I rossoneri, in classifica, sono stati primi per ventun partite, secondi per undici, terzi per quattro giornate, e una sola volta quarti. Insomma hanno sempre mantenuto agevolmente la posizione fra le prime quattro. Diventa ora atroce per ambiente, tifosi, giocatori e dirigenti giocarsi la Champions League all’ultima giornata, su un campo difficile come quello di Bergamo, forse con un solo risultato a disposizione. Con la Juventus favorita a Bologna, con il Napoli favoritissimo sul Verona, diventa infatti quasi obbligatoria la vittoria per avere la certezza di approdare nel salotto buono d’Europa.

Tornando alla partita mal giocata contro il Cagliari, molti sostengono che ai giocatori sia venuto “il braccino”, espressione coniata per il giocatore di tennis al quale viene paura nel momento decisivo del match. Non sono d’accordo, perché si tratta di una situazione tecnica e tattica. Il Milan, che a San Siro, ha vinto nel girone di ritorno solo tre partite, ha ripetuto infatti le tante partite incolori disputate in casa con squadre ben messe in difesa. Una fotocopia degli incontri che lo hanno opposto a Udinese e Sampdoria. Poche le conclusioni, scarsa pericolosità, ritmi bassi e tecnica insufficiente per scardinare le organizzate squadre avversarie. Soprattutto in match come questi, si sente la mancanza di un leader dalla personalità spiccata che possa guidare la squadra attraverso le difficoltà. In questo senso, la perdurante assenza di Zlatan Ibrahimovic non ha aiutato il gruppo e il tecnico Stefano Pioli nelle fasi più calde della stagione.

L’importanza della qualificazione

Voltata la brutta pagina di domenica sera, la concentrazione e l’attenzione devono essere focalizzate sulla partita contro l’Atalanta. Troppo importante conquistare un posto in Champions League, per i risvolti economici e sportivi che sottintendono al rientro nella manifestazione più importante d’Europa. Il mercato infatti potrebbe assumere una valenza differente, facilitando il compito dei plenipotenziari rossoneri, grazie alla cassa di “Casa Milan” più ricca, per i maggiori introiti ricavati. Il rinnovo poi di Donnarumma e di Calhanoglu potrebbe essere ovviamente facilitato dalla presenza milanista in Coppa dei Campioni, come anche i contatti con i giocatori da acquistare maggiormente attratti dalla prospettiva di essere protagonisti in Champions League. Un altro anno invece in Europa League è decisamente meno attraente sia per i deboli ricavi ma soprattutto per gli sforzi che questa Coppa richiede ai giocatori, a causa delle partite giocate giovedì con ritorni spesso nella notte o il venerdì mattina. Comunque i rimpianti oggi non possono che peggiorare l’umore e la concentrazione. Serve l’impresa contro una squadra forte, ben allenata, sempre ricca di motivazioni. Quelle del Milan però devono essere di più!