Primo trofeo da allenatore per Gennaro Gattuso, che può così dedicare la coppa alla sorella Francesca, prematuramente scomparsa pochi giorni fa… I ragazzi del Rompipallone ci regalano un video emotional per celebrare il trionfo di Ringhio

Gli dei tolgono, ma poi restituiscono

E poi, quando gli dei tolgono, gli dei del calcio ti aiutano e quell’oro che hai accumulato in tutti questi anni si materializza in una coppa… Perché le storie il lieto fine lo concedono a chi lo merita e tu, Rino, ti meriti tutto!

L’arte del Kintsugi

Conoscete l’arte del Kintsugi? L’hanno inventata i giapponesi, che in quanto a romanticismo sono avanti. In Giappone quando un vaso si rompe, non lo buttano affatto: lo riparano. E fin qui niente di straordinario. Ma il materiale con cui rincollano i pezzi non è una colla industriale o una soluzione grossolana. Il Kintsugi prevede che venga usato l’oro, perché le cicatrici non rovinano, semmai impreziosiscono. E per una meravigliosa parabola di vita, più cicatrici hai più sei prezioso. Tutto ciò avviene in Giappone a partire dal XV secolo. Dall’altra parte della Terra, non esattamente a Okinawa ma a Corigliano Calabro, circa 500 anni dopo nasceva un uomo che rappresenta alla perfezione questo concetto: GENNARO GATTUSO. Ringhio come calciatore lo conosciamo, ha vinto tutto. Ma a lui la vita facile non piace e dopo la difficile avventura al Sion, ha deciso di allenare: I problemi di Palermo e dell’Ofi Creta, la situazione disastrosa a Pisa e un Milan a brandelli, poi un Napoli recuperato da una gestione non andata benissimo e ha restituito un sogno ai suoi tifosi, alla sua nuova gente. Di botte ne ha prese, di cicatrici ne ha tante e ogni volta aggiunge altro oro alla sua tempra. Ma stavolta di oro ne servirà di più, molto di più.

Dirsi addio

Perché dire addio a una sorella non è facile, neanche se sei un duro, Neanche se hai la rabbia dipinta in volto e non hai paura di niente. E allora quell’emozione la lasci andare, non la trattieni perché non sarebbe giusto. Un bacio al cielo prima della semifinale di Coppa Italia e una dedica, poi: “Dedico ai miei genitori e a mia sorella questa qualificazione, ringrazio il mondo del calcio che mi è stato vicino