L’effetto Spalletti è stato evidente. Subito.
In una squadra che aveva come grande difetto quello della personalità, il coach toscano ha instillato il seme del furore. Oltre al desiderio di non darsi mai per vinti, anche quando le circostanze avrebbero potuto indurre al crollo psicologico. L’espulsione affrettata di Osimhen al 23’ di Napoli-Venezia, avrebbe buttato giù chiunque, oltre al successivo errore dal dischetto di Insigne sul punteggio di 0-0: sono episodi che in passato sarebbero stati vissuti dal Napoli con un atteggiamento di rassegnazione al peggio.


Stavolta no e la mano del nuovo allenatore si è vista proprio nell’aspetto caratteriale. Oltre ai soliti (Koulibaly, Manolas, di Lorenzo, Mario Rui e Insigne) si è visto un cambio di passo soprattutto in due calciatori che in passato erano ai margini del gruppo: Lobotka ed Elmas. Lo slovacco nella scorsa stagione, per lui molto travagliata (ha giocato soltanto 139’ nelle 15 presenze su 38 di campionato) ed Elmas che lo scorso anno ha giocato per 713’ nelle 33 gare di campionato, per una media di appena 21 minuti di ognuna delle gare in cui è sceso in campo.
Ora Lobotka ed Elmas sembrano due calciatori diversi, con lo slovacco che sta giocando da titolare da un mese (amichevole con la Pro Vercelli dello scorso 25 luglio), cioè dall’infortunio di Demme, ed il macedone che ha sfruttato, anche lui, il ko di Zielinski per spiegare a tutti il motivo che indusse il Napoli ad investire nel 2019 circa 16 milioni di euro per il suo cartellino di proprietà del Fenerbache. Spalletti ha rigenerato sia lui che Stanley, oltre ad aver completato in pochi giorni il buon lavoro che Gattuso aveva lasciato all’interno della squadra. Ora c’è più verticalità, con i reparti stretti e la tendenza a recuperare il pallone all’interno della metà campo avversaria. Quello di Spalletti è un Napoli più pratico, dove ogni risorsa viene utilizzata al meglio.
Ecco perché le assenze, pur pesando per la loro importanza, spaventano meno i tifosi azzurri. L’emergenza attuale (Osimhen squalificato, Zielinski, Demme, Mertens e Ghoulam alle prese con i loro infortuni) viene vissuta con maggiore scioltezza e con la forza di un organico tra i più competitivi di tutta la serie A. Spalletti è l’uomo in più.