La lotta per un posto nella prossima Champions League è avvincente, così come sta appassionando la querelle relativa al tecnico che allenerà il Napoli nella prossima stagione. Ed è sorprendente constatare come i tifosi abbiano completamente cambiato atteggiamento ed idea su Rino Gattuso: per due mesi ed è stato criticato anche pesantemente, con richieste più o meno esplicite di esonero in corso d’opera, mentre adesso sembra plebiscitario il desiderio di vederlo in sella al Napoli anche nella prossima stagione. Ma di fronte a questo cambiamento umorale della piazza, come si colloca Aurelio De Laurentiis? Osserva ed attende.

Osserva innanzitutto i progressi che il Napoli sta facendo registrare dall’inizio del girone di ritorno, in particolare da quando sono rientrati tutti gli attaccanti infortunati. Nella seconda parte del campionato, infatti, gli azzurri hanno giocato 14 partite e sono secondi con l’Atalanta a 32 punti, mentre l’Inter occupa il primo posto a quota 38. Da quando, invece, è finita l’emergenza in attacco (da Napoli-Benevento del 28 febbraio) la squadra di Ringhio ha giocato 11 partite ed è al primo posto con 26 punti, insieme all’Inter che, però, conta una gara in meno.

Cinque giornate alla fine…

Sono numeri inequivocabili e che confermano quanto sia competitivo l’organico dei partenopei e come fosse ben riposta l’idea che in tanti avevano all’inizio di questo campionato: il Napoli avrebbe potuto lottare per il tricolore. Il presidente attende di capire come finirà questa corsa alla Champions, dove adesso il Napoli si trova in prima fila rispetto a Milan, Juventus e Lazio. Gli basterebbe vincere tutte e 5 le partite che mancano alla fine (Cagliari, Udinese e Verona in casa, Spezia e Fiorentina in trasferta) e ritrovarsi direttamente nei gironi della prossima Champions, con Gattuso sugli scudi per la clamorosa rimonta e De Laurentiis in solluchero per i 60 milioni che la competizione garantisce ad ogni club. Domanda: di fronte ad un traguardo così speciale, davvero Gattuso e De Laurentiis sarebbero convinti di andarsene ognuno per la sua strada? Probabilmente no. Intanto ognuno dei due sta facendo prevalere il proprio orgoglio, ma certamente lo stesso si scioglierebbe se alla presenza di un mediatore forte come Jorge Mendes, ritrovassero la concordia venuta meno dopo la sconfitta di Verona in quella maledetta domenica 24 gennaio. Don Aurelio e Ringhio sanno bene che per entrambi la soluzione migliore sarebbe quella di prolungare l’accordo e tentare l’anno prossimo di migliorare ancora di più il rendimento del Napoli.