Che senso ha oggi rimpiangere ciò che poteva essere differente? Quando mancano soltanto quattro partite al termine, non conta più rammaricarsi per qualche errore arbitrale (leggi, mancata assegnazione del 2-0 ad Osimhen in Napoli-Cagliari) oppure commesso dalla squadra (leggi, rigore regalato al Sassuolo per errore di Manolas al 94′), nè tantomeno avrebbe senso leccarsi le ferite per le tante assenze in attacco, infortuni di campo ed affaticamento per eccesso di utilizzo di alcuni atleti: con soli 360 minuti di campionato, non vale più l’io ma il “noi”.

E’ questo il messaggio che Gattuso vuole trasmettere a tutto il suo spogliatoio, per evitare che qualcuno possa essere preso da un assalto di panico di fronte alle improvvise assenze di Koulibaly e di Maksimovic, ricordando a tutti che con l’organico a sua disposizione, possono essere vinte tutte e quattro le partite che mancano al termine di questo avvincente campionato. E pur essendo oggi gli azzurri quinti in graduatoria, con 4 successi su 4 sicuramente scavalcherebbero almeno una delle tre formazioni che li precedono e che puntano all’approdo in Champions League.

Le sfide del rush finale

Sarebbe un obiettivo a dir poco miracoloso, un traguardo apparso ormai irraggiungibile anche agli occhi del presidente De Laurentiis, che non ci credeva più quando vide la sua squadra afflitta da una clamorosa emergenza nei mesi gennaio-febbraio ed ormai precipitata al settimo posto a causa delle tre sconfitte (e due vittorie) nelle cinque gare del “grande gelo” tra De Laurentiis e Gattuso, all’indomani della pesante sconfitta al Bentegodi contro il Verona. Le due trasferte contro lo Spezia, desideroso di punti salvezza, e poi quella di Firenze contro una formazione che, a due turni dal termine, avrebbe raggiunto il traguardo della salvezza; quindi le due gare casalinghe contro Udinese e Verona (all’ultima giornata) che non avranno più niente da chiedere alla stagione. Il Napoli dovrà puntare a vincerle tutte, forse potrebbe anche permettersi di pareggiarne una. Ma se non dovesse riuscire ad avere questo passo, allora sì, sarà giusto che in Champions League vada una formazione che si sia comportata meglio ed abbia avuto maggiore regolarità nel rendimento. Sarebbe giusto così, purchè i risultati di tutte le contendenti per il posto in Champions non vengano favoriti da errori arbitrali che, a questo punto, sarebbero insopportabili e rispetto ai quali il presidente del Napoli farà bene ad esprimere un forte disappunto all’interno del palazzo dell’italico pallone.