Peculiarità sudamericana, nel caso specifico argentina, quella di attribuire soprannomi folkloristici ai campioni dello sport che negli anni hanno conquistato il cuore dei tifosi dell’albiceleste. Il caso di Hernan Jorge Crespo è tuttavia diverso, come diverso è stato il suo talento, al punto che il mondo ha dovuto pescare dagli eroi del passato per trovargli l’epiteto corretto: El Valdanito, in onore di Jorge Valdano, il puntero del Real Madrid.

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Gli inizi

Ai Blancos tuttavia, Hernan Crespo non aveva mai pensato, anzi. Il suo primo ed unico sogno da bambino è sempre stato quello di giocare – e vincere – con la maglia del River Plate. Non ha dovuto aspettare troppo il piccolo Hernan che già all’età di sei anni fu accolto dai Los Millonarios all’interno del settore giovanile. E non ha dovuto aspettare tanto nemmeno per far esplodere El Monumental, anzi. Tra il 1993 e il 1996 vinse due campionati argentini di Apertura, entrambi conquistati nei primi due anni giocati con il River. La consacrazione ed il sogno più bello portano però in data il 1996 e raccontano di una finale di Copa Libertadores vinta e giocata da protagonista indiscusso. Hernan Crespo segna, nell’occasione, una doppietta spettacolare risultando ovviamente determinante per la vittoria finale. 

“Determinante” non a caso, è uno degli aggettivi in cui Crespo stesso più si è identificato nel corso della sua carriera. Negli anni, infatti, il talento argentino spiegherà che l’essenza del suo calcio stava tutta nel farsi trovare pronto e preparato nella situazione determinante, quella che per tutti gli altri voleva dire “il momento di fare goal”.

Ed in effetti di reti Hernan ne ha segnate eccome. Nel corso della sua carriera va a segno 272 volte su 605 partite giocate con i club; il tutto condito poi con un’altra trentina piena di reti marcate con la maglia dell’Albiceleste, quarto marcatore nella storia. Poco male, specie se si considera il peso di tutte le maglie indossate negli anni.

L’arrivo al Parma

La prima, dopo l’esperienza River, sarà quella del Parma in Italia, terra che per uno come Hernan, legatissimo alle proprie origini, ha sempre significato una seconda casa. Eppure, i primi anni cosiddetti di “adattamento” non furono per niente facili. A dirla tutta Crespo segna già alla seconda giornata di campionato contro l’Inter, nonostante i crociati poi perdano per 3-1 quella partita. Quello resterà tuttavia il suo unico goal fino al gennaio successivo ma Carlo Ancelotti, allora allenatore del Parma, decide di dargli fiducia e costanza. Il finale di stagione sarà tutt’altra musica con i ducali che trionferanno sia in Coppa Italia che in Coppa UEFA.

Lo scopre il Parma, se ne innamora la Lazio che nella stagione 2000 sborsa 110 miliardi di lire per portarlo all’Olimpico. Per intenderci, quella cifra stabilisce il record per il trasferimento più costoso della storia mondiale seppur resisterà poche settimane prima di essere superato da un certo Luis Figo, acquistato dal Real Madrid 143 miliardi di lire. Crespo ricambia a modo suo, che tradotto significa 48 reti in 2 stagioni ed una Supercoppa Italiana conquistata alla prima stagione (sua seconda personale dopo aver già vinto con la maglia del Parma), risultando anche capocannoniere della stagione 2000/2001.

Nel 2002 alla porta di una Lazio, indebolita fortemente dal punto di vista societario, bussa l’Inter, che ha perso il “Fenomeno” Ronaldo e vede nel Valdanito, la soluzione migliore per sostituire il fuoriclasse brasiliano. Crespo continua a fare quello che gli riesce meglio, vale a dire segnare, risultando particolarmente determinante nella Champions League. Quell’anno l’Inter arriva in semifinale ma Hernan non vi prenderà parte: un infortunio rimediato contro il Modena lo costringerà ai box, sancendo praticamente la fine della sua stagione.

Il destino di un campione

Forse un segno del destino, qualcosa rompe l’idillio italiano al punto che Crespo sposa il suo unico progetto straniero, dopo ovviamente l’Italia. Parte per Londra, sponda Chelsea, ma sarà un viaggio breve con andata e ritorno per Milano, stavolta dal Milan. Già perché la prima stagione con i Blues è piena di infortuni che ne compromettono i risultati ed Hernan sente il bisogno di risentirsi a casa. Al Milan c’è Carlo Ancelotti ad aspettarlo che in una sola stagione rinvigorisce il talento argentino. 17 reti in 40 partite ed un neo piccolo ma enorme: la finale di Champions persa sulla storica rimonta del Liverpool.

È “solo” una macchia che perde colore se incastrata nell’intera stagione anche perché, come detto, Crespo ritrova fiducia e ispirazione tornando al Chelsea per prendersi la sua prima ed unica Premier League in bacheca. In seguito, in questo triangolo amoroso tra Milano e Londra ci sarà ancora l’Inter nel destino del Valdanito e stavolta sarà diverso. C’è tempo infatti ancora per una stagione da protagonista, vissuta come miglior marcatore della rosa nerazzurra e soprattutto portando a casa la quinta Supercoppa italiana ed il secondo scudetto personale.

Saranno poi tre, in una stagione 2008/2009 che però Crespo già in leggera flessione e che lo convincerà a chiudere il ciclo italiano con uno dei ritorni più romantici, quello al Parma. Giusto il tempo di raggiungere le 97 reti in Serie A con la maglia del Parma, miglior marcatore della storia dei ducali. Chiude così a 37 anni; giù il sipario, tutti in piedi per Hernan Jorge Crespo.

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