Ha annunciato il ritiro nel 2020, salvo poi trovarsi costretto a rimandare il tutto perché un’ultima stagione così, da titolare inamovibile, non poteva certo tradursi in un addio al calcio. A 37 anni per Goran Pandev c’è ancora tempo per seminare calcio, ancora in Italia, Genova, sponda rossoblu.

Non una vera sorpresa se consideriamo la storia calcistica (e non solo) di Goran: a 16 anni già decisivo sui campi macedoni del Belasica e strappato dall’Inter poco tempo dopo per una cifra, importante all’epoca, di 250mila euro.

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Le prime esperienze

È l’inizio della battaglia vera per Goran; una lunga gavetta che lo porterà a diventare protagonista nel calcio europeo: nella stagione 2001-2002, in maglia nerazzurra, non scende mai in campo con la prima squadra, ma con la formazione Primavera vince il torneo di Viareggio e il campionato Primavera. All’Inter non basta, la società milanese aveva appena accolto Hector Cuper che, dopo una stagione di altissimo livello e destinata alla vittoria, visse la più grossa delusione calcistica per tutto il popolo interista, in quel celebre 5 maggio.

Poco male per Pandev che fu spinto in prestito prima verso la Liguria, allo Spezia, e poi ad Ancona. In tre anni raccolse in totale 42 presenze realizzando appena 5 gol, ma l’unica rete messa a segno con i marchigiani è anche la prima storica in Serie A. 

Gli anni alla Lazio

È solo un assaggio di quella che sarà la vera esperienza di Goran in massima serie. Nel 2004 difatti l’Inter “pesca” dalla Lazio Dejan Stankovic, ma per convincere la società biancoceleste è costretta a inserire una pedina di scambio di valore. Nell’affare rientra proprio Pandev che così passa ufficialmente alla Lazio, guidata da Delio Rossi. Non un dettaglio perché proprio di Delio dirà “Con lui sono cresciuto sia come uomo, sia come giocatore”.

E in effetti Goran cresce eccome. Alla Lazio forma una coppia d’attacco devastante con Tommaso Rocchi, con il quale troverà un feeling immediato. Prima dell’arrivo di Rossi, realizza il suo primo gol con la maglia biancoceleste in Coppa UEFA contro il Metalurh Donec’k, e qualche giorno dopo si ripete in campionato con i biancocelesti, nella sfida casalinga persa per 2-3 contro il Cagliari. 

La prima perla è però quella siglata nella gara contro la Juventus, terminata con il punteggio di 2-1 per i bianconeri. Un gol che il macedone stesso ricorderà come uno dei più belli della sua intera carriera; alla fine della stagione la Lazio chiuderà appena al tredicesimo posto e le reti di Goran si fermeranno a 3.

È proprio l’arrivo in panchina di Delio Rossi a svoltare la carriera del macedone. Con Rocchi gemello del gol e Mauri suggeritore trascorre 5 anni in maglia biancoceleste portando a casa 191 presenze e 64 reti, condite da due titoli, Coppa Italia e Supercoppa, e tanti ricordi indelebili. Su tutti, la doppietta al Real Madrid in quell’ottobre del 2007, un 2-2 agguantato grazie proprio alla prestazione superba di Pandev che ricorderà quella serata come il uno dei momenti più alti della sua carriera. Almeno fino a quel momento.

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Il ritorno all’Inter

2010, l’Inter è in piena corsa su tutti i fronti, campionato, Champions e Coppa Italia. Sulla panchina siede Josè Mourinho che nel mercato estivo ha costruito una rosa completa e devastante, soprattutto in attacco dove figurano i nomi di Milito e Eto’o. Allo Special One tuttavia non basta, c’è bisogno di un’alternativa di lusso che sappia interpretare tutti i ruoli chiave in zona offensiva. Nel mercato di Gennaio la scelta ricade su Goran che firma un quinquennale da 3 milioni annui proprio con la sua ex squadra. Mai sotto pressione, certifica il suo talento in una serata magistrale del derby di Milano. I nerazzurri sono sopra di una rete ma giocano in 9; il Milan attacca costantemente ma si scopre inevitabilmente in zona difensiva. I nerazzurri conquistano una punizione, Mourinho ha già pronto il cambio per Pandev ormai esausto ma gli lascia l’ultimo calcio della sua partita. Goran la metta a giro sopra la barriera, sigla il 2-0 e manda in visibilio un popolo intero.

Sarà la scossa definitiva verso la conquista del titolo. O meglio, dei titoli. Perché Pandev continuerà a giocare con regolarità, fino a conquistare la maglia da titolare persino nella finale di Champions League col Bayern. Il resto è storia, per l’Inter sarà Triplete, per Pandev una delle stagioni più importanti della sua carriera.

I successi col Napoli e il passaggio al Genoa

Nella storia dell’Inter, così come sarà nella storia del Napoli. Nel 2011 arriva al Napoli di Hamsik, Lavezzi e CavaniCi metterà poco a diventare pedina fondamentale con gli azzurri: vincerà la quarta Coppa Italia consecutiva (record per il calcio italiano, pareggiato solo dagli ultimi juventini) al primo anno e la quinta all’ultimo dei tre anni da protagonista in azzurro. 

L’ultima esperienza italiana sarà, o meglio è, al Genoa. Coi liguri firma nel 2015 raccogliendo, ad oggi, 128 presenze e 22 reti. Nel mezzo firma la presenza in Serie A n°400, traguardo storico, come storica è l’intera carriera di Goran. Che sembra non voler finire mai: eterno Pandev.