Una storia d’amore ed odio, passionale come tutte quelle che accompagnano i campioni argentini che negli anni si sono conquistati un posto nel cuore dei tifosi del calcio mondiale. Non c’è modo diverso per introdurre Gonzalo Higuain, se non quello di sottolinearne le emozioni, in positivo e negativo che hanno contraddistinto la carriera di quest’attaccante fenomenale.

In realtà, oltre alle emozioni ci sarebbe una caterva di trofei, gelosamente custodita in quella bacheca dai colori “Blancos” del Real Madrid, azzurro del Napoli, bianconeri come la Juventus e infine una macchia Blues a tinta Chelsea.

Insomma, bastano poche parole e poche squadre per raccontare il talento del “Pipita” Higuain, ma ne occorrono molte di più per elencare i trofei conquistati nel corso della sua carriera: tre campionati spagnoli, due Supercoppe spagnole e una Coppa di Spagna; tre Coppe Italia, tre campionati italiani e una Supercoppa italiana ed infine una UEFA Europa League.

Prima dei successi però, come in ogni aspetto della vita, c’è da percorrere la lunga scalata verso la gloria e quella di Gonzalo Higuain inizia nel 1987 quando una giovane pittrice, Nancy Zacarías, e l’ex difensore del Brest, Jorge Higuain, proprio nella cittadina francese danno i natali al Pipita. Lo stesso soprannome è un tratto distintivo ed un marchio di fabbrica di casa Higuain: Jorge, il padre, è chiamato “El Pipa” per via del naso pronunciato, e suo figlio eredita l’appellativo seppur in versione “mini”.

Della Francia Gonzalo Higuain avrà solo un vago ricordo, perché già nell’infanzia fa ritorno in Argentina, la madre patria, muovendo i primi passi su un campo di gioco nell’Atletico Palermo, quartiere di Buenos Aires. Ci resterà poco perché il River Plate si innamora di lui già all’età di 10 anni, portandolo in casa dei Millionarios. Da lì l’escalation fino alla prima squadra in cui giocherà per due anni da titolarissimo. 

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L’arrivo del Real e l’esplosione al Napoli

Nel 2017 la grande chiamata che porta la firma dei Blancos che su indicazione di Fabio Capello lo ingaggia per una cifra intorno ai 13 milioni di euro. Un prezzo poco male per garantirsi il talento di uno che in 7 anni gioca 264 partite e realizza 121 gol.

In molti potranno pensare “è già tanto” ed è forse proprio quello il presentimento delle malelingue quando a 26 anni Higuain firma con il Napoli di Benitez. Il primo anno è spettacolare; il Pipita realizza 24 reti e diventa la punta di diamante di un tridente che con Insigne e Callejon promette spettacolo e alla seconda stagione in azzurro farà ancora meglio. Lo spettacolo vero e proprio però è quello del 2015/2016, quando con Maurizio Sarri in panchina Gonzalo si esalta. 38 reti in totale, 36 solamente in Serie A che gli valgono il record assoluto di reti realizzate in una singola stagione del nostro campionato (poi eguagliato da Immobile).

Il passaggio alla Juve fino all’Inter Miami

Nessuno si sarebbe dunque aspettato che dopo un amore così intenso potesse esserci una rottura totale con i partenopei, ma è anche questo il gioco del calcio. Nell’agosto del 2016 i bianconeri di Allegri scelgono proprio il Pipita per ridare lustro al proprio attacco e puntare tutto sulla Champions League.

Gonzalo Higuain segna a raffica anche nei primi due anni in maglia bianconera, nello specifico ne mette prima 32 poi 23. Eppure, qualcosa si rompe, con la Juventus che continua a non trovare l’incisività giusta per vincere in Europa; si apre così uno scenario che porta Higuain in prestito prima al Milan poi al Chelsea, per poi vederlo tornare alla Juventus per riabbracciare il suo ex allenatore al Napoli, Maurizio Sarri.

È forse il periodo più duro per il Pipita, che decide così di provare una nuova esperienza completamente diversa, per riemergere da anni fatti di tanti successi ma anche tante critiche. Sceglie l’Inter Miami e solo il destino saprà dirci fino dove arriverà la classe del Pipita.

Per ora, per noi, lo spettacolo è già stato ampiamente servito!

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