Amici cari, la Beneamatissima ha vinto in Champions League. Ci voleva. Ci voleva eccome. Non solo per mantenere vive le speranze di qualificazione agli ottavi del coppone, ma anche per dare un segnale forte e chiaro: l’Inter c’è, è sintonizzata, non si è smarrita e se lo aveva fatto, beh, si è già ritrovata.
Bella la vittoria dei nerazzurri in terra tedesca, bella e “cazzuta”.

Gli Ottavi si possono raggiungere

Ha esattamente la faccia del suo allenatore, Antonio Conte, troppo timido nella primissima parte della stagione e ora, finalmente, molto più “Conte”. Il risultato ce lo mostra preciso-preciso il campo: pochi fronzoli, tanta applicazione, moltissima “cattiveria” laddove serve. E con il Borussia M’gladbach eccome, se è servita.
Il resto lo hanno fatto i singoli: Matteo Darmian, per dire, l’ex reietto capitato ad Appiano Gentile “non si sa per fare cosa” che diventa simbolo del lavoro e del motto “l’ingaggio non fa il monaco”, ma pure Roberto Gagliardini, finito sotto i riflettori una settimana fa per una prestazione decisamente poco all’altezza (quella contro il Real Madrid, lui come tutti gli altri), ma capace di tirar fuori due partite realmente succulenti.
E poi “quell’altro”, Romelu Lukaku, per il quale è anche stucchevole star qui a elencare i meriti. Ha fatto tutto bene, nel senso più completo del termine “tutto”: la prestazione, i gol che tengono viva la speranza, le dichiarazioni post partita, persino i post sui social. Tutto realmente perfetto per il simbolo di una squadra che quest’anno vuole tornare a vincere qualcosa, costi quel che costi. Ci riuscirà? Forse, di sicuro ce la metterà tutta ed è già molto se si pensa che, solo sette giorni fa, da più parti si parlava di spogliatoio con le idee confuse e “chissà che fine faremo”.
No, le idee sono chiare, il resto lo deve fare la sorte.
Il cammino europeo dei nerazzurri passa da una serie di incastri che sintetizzeremo così: nessuna tra le quattro squadre del girone di Champions ha le chiappe coperte. Handanovic e fratelli possono solo vincere e sperare che Real Madrid e Borussia non pareggino. In quel caso il biscotto sarebbe bello che infornato, ma è un biscotto che rischia di rivelarsi avvelenato, perché l’eventuale pareggio tra Inter e Shakhtar Donetsk costringerebbe il Real Madrid alla vittoria.
Morale, impossibile accordarsi, se non in corso d’opera e, comunque, a rischio e pericolo di chi si metterà a fare impicci. La certezza è che l’Inter è ancora in pista più che mai, l’altra certezza è che ci toccherà vivere una settimana di meravigliosa “ansia da ultimo turno”.
Dice il saggio: “Meglio una settimana con ansia che una settimana da spettatori”. Viva il saggio. E forza Inter.