Questi giorni di attesa, di tensione, di passione ricordano le grandi vigilie di Coppa. Si contano i giorni, si contano le ore che mancano all’entrata in campo del Milan e del suo grande rivale di sfide indimenticabili, il Manchester United. I rossoneri partono dal pareggio dell’Old Trafford,  un 1-1 che rappresenta un risultato importante, dopo una bella prestazione a livello tecnico, a livello tattico, ma anche sotto l’aspetto della forza morale del gruppo. Indubbiamente la sconfitta contro il Napoli può minare la fiducia e l’autostima degli uomini di Pioli, ma il Milan è come l’Araba Fenice, che dal fuoco dalle proprie ceneri, sapeva sempre risorgere. Beh, i rossoneri non sono certo ridotti in cenere, ma la continua emergenza non ha aiutato la squadra a rimanere in testa alla classifica.

Oggi l’imperativo è uno solo: recuperare gli infortunati per poter contare sulla intera rosa per il rush finale. Un epilogo della stagione che passa proprio dalla partita di Europa League.  Una vittoria, o il superamento del turno, aiuterebbe i giocatori a respirare quelle atmosfere da grande Milan, che sono passate alla storia. Significherebbe dimenticare anni bui passati a lottare in Italia nelle retrovie della classifica, ritrovare poi quell’orgoglio di appartenere a un Club che è entrato nella storia del calcio. Non è una dunque una partita normale, ma dai profondi risvolti legati anche al futuro del Club, teso a ritornare ai suoi grandi livelli. I tifosi rossoneri hanno una gran voglia di emozionarsi, quando vedranno i propri beniamini riversarsi verso l’area inglese. Ascoltando però anche il forte battito del cuore, quando Rashford e compagni si butteranno all’arrembaggio verso la porta di “Gigio prodigio”. Insomma sensazioni forti che il Milan ha sempre offerto al suo popolo, dai tempi di Gunnar Nordahl, in Coppa Latina, l’antenata della Coppa dei Campioni, fino ai trionfi di Maldini, Kakà e Inzaghi.

La situazione in casa Milan

Per Stefano Pioli un match speciale, la partita più importante forse della sua carriera, alla guida della squadra più importante della sua vita professionale. Sono giorni caldi intanto per capire le possibilità di un recupero fondamentale, quello di Ibrahimovic, che, con Rebic, potrebbe formare la coppia-grimaldello per aprire la porta del Manchester. Crescerà la condizione di Calhanoglu, altra pedina base per la manovra offensiva della squadra, mentre le certezze sono il lavoro di Kessiè e Meité, favorito su Tonali, e la difesa con Calabria, Theo, Kjaer e Tomori, in grande condizione psicofisica. Una qualificazione che restituirebbe il Milan a un palcoscenico internazionale, il suo palcoscenico. In questo senso, bellissimo il titolo della rivista del “Manchester”, pubblicata per la partita di andata: “The Return of Rossoneri”. Giovedì sapremo se i rossoneri sono davvero tornati!