Finirà. Anzi, sta quasi per concludersi il periodo buio del Napoli che ha avuto la sua massima sublimazione nel 2-5 sofferto in Coppa Italia contro la Fiorentina. Il motivo? In primis, il gran numero di calciatori assenti, logori o che rientravano dalle rispettive vicissitudini. Non va tralasciato il particolare che ormai la testa degli azzurri sembra essere sintonizzata solo sul campionato. Però andiamo ad analizzare, uno per uno, lo stato attuale dei calciatori.

A cominciare da Ospina, costretto ad arrendersi al termine del primo tempo a causa di un risentimento al polpaccio che rischia di fargli saltare la prossima gara di Bologna. Al suo posto è entrato Meret, la cui ultima partita da titolare risale al 9 dicembre con il 3-2 sul Leicester, ma è reduce anche da un periodo di stop, la cui disponibilità si è resa possibile solo 48 ore prima del match con la Viola. E vogliamo parlare di Di Lorenzo? Un vero e proprio erede di Stakanov, non ha saltato un solo minuto delle 28 gare stagionali del Napoli, compresi i 120’ di giovedì, per un totale di 2.550 minuti di utilizzo, primatista assoluto della rosa azzurra, seguito a ruota da Rrahmani: 1.998’ in 24 partite. Poi Tuanzebe, catapultato a Napoli due giorni prima della sfida contro la Sampdoria del 9 gennaio e nel corso della quale era stato lanciato in campo negli ultimi 10’, giusto per fargli assaggiare l’aria dell’Italia e fargli sgranchire le gambe che erano imballate, avendo giocato l’ultimo match per 90’ il 5 novembre scorso contro il Southampton, ultima gara del Manchester United con Dean Smith in panchina. Non è in condizione e si è visto per come Vlahovic lo ha beffato sullo 0-1. Di Ghoulam sappiamo già tutto e va soltanto ammirato per come è riuscito a giocare tre gare di fila in 8 giorni. Come non gli succedeva da tre anni: un vero campione con il piede vellutato e del quale Spalletti farà buon uso nella parte restante della stagione.

Espulsioni ingenue

Poi passiamo ai due azzurri che si sono fatti espellere molto ingenuamente, Lozano e Fabian Ruiz. Il messicano era rientrato dal suo Paese soltanto il giorno prima di Napoli-Fiorentina! Non si reggeva in piedi e si è visto per il modo con il quale è intervenuto in occasione del rosso arrivato dopo soltanto 20’ dal suo inserimento dalla panchina. Lo spagnolo idem. La sua ultima partita da titolare l’ha giocata l’1 dicembre in casa del Sassuolo, fino 66’, poi uscì per un infortunio agli adduttori dal quale è guarito poco tempo fa. Senza trascurare il particolare della positività durata fino a venerdì scorso. Per lui, inserito al 19’ della ripresa, soltanto 26’ e poi l’espulsione anche goffa nella modalità. Insomma, il quadro è sufficiente per spiegare come il Napoli, al netto delle sue manchevolezze, abbia bisogno di una spinta vigorosa della buona sorte per raddrizzare il rendimento in questo 2022.