I tifosi li chiamavano semplicemente I gemelli del gol. L’uno, Roberto Mancini, è considerato tutt’oggi uno dei più grandi numeri 10 del calcio italiano, l’altro, Gianluca Vialli, era un classico 9 con innato senso del gol, ma dotato anche di grande tecnica. Insieme hanno condiviso gioie e dolori di una lunga carriera: dalla conquista dello Scudetto alla Coppa delle Coppe, dalle lacrime per il mondiale di Italia ’90 a quelle per la finale di Champions contro il Barcellona.

Stilisti per una notte

Ma, in pochi lo sanno, Vialli e Mancini insieme hanno disegnato anche la terza maglia (tutt’ora utilizzata) della Sampdoria, quella rossa. Era il 1990, e Mancini ricorda così la scelta della nuova divisa:

In Coppa delle Coppe dovevamo affrontare il Grasshoppers, che aveva la maglia biancazzurra. Quindi non potevamo indossare nè la nostra azzurra nè la bianca. Ai tempi ogni giovedì ci trovavamo da Emilio (noto ristorante genovese, ndr) per giocare a carte. Lì nacque l’idea di disegnare la terza maglia rossa. Poi ovviamente in rosso eliminammo gli svizzeri…

Guai a giocare in rossoblù!

La paura, per tutti i tifosi della Sampdoria, era quella di andare in giro per l’Europa vestiti con i colori rossoblù, quelli degli eterni rivali del Genoa. Per ovviare a tale situazione, Mancini propose l’inserimento di una sottile linea bianca tra il rosso della divisa e la scala blucerchiata, evitando così l’abbinamento dei due colori!