Era un guerriero in campo, e si è dimostrato tale anche quando la vita lo ha chiamato a giocare una partita ben più importante: Rüştü Reçber è senza dubbio il portiere più iconico della storia della Turchia e, ancora una volta, si è esibito in una parata che gli è valsa l’applauso di tutto il suo Paese.

Protagonista Mondiale

Il punto più alto della carriera di Rustu è senz’altro il Mondiale 2002 quando, con la Nazionale guidata da Şenol Güneş, conquistò un clamoroso terzo posto ai Mondiali di Corea e Giappone 2002, cedendo il passo solo in semifinale al Brasile, poi laureatosi campione. Le grandi prestazioni del Mondiale valsero a Rustu, colonna del Fenerbahce, anche la chiamata del Barcellona, che decise di affidargli la propria porta per qualche partita, salvo poi rispedirlo al mittente a causa di un ambientamento difficile (soprattutto a livello linguistico) e dell’esplosione di Victor Valdes.

Quei segni neri sul volto

Ma ciò per cui Rustu balzò agli onori della cronaca furono anche i segni neri sul volto dipinti accuratamente prima di ogni partita. In molti ci lessero un tentativo di esprimere il proprio spirito guerriero, nonché di intimorire gli avversari. E, invece, la tintura nera che decorava i suoi zigomi aveva il semplice scopo di evitare il riverbero della luce dei riflettori. Una spiegazione senz’altro meno ‘romantica’ rispetto alla fantasia dei tifosi, ma che evidenzia un tratto di originalità nella personalità di un portiere che, ancora oggi, è tra gli sportivi più amati del suo Paese.