Il ritorno del Fenomeno. Luis Nazario da Lima, in arte Ronaldo, torna a parlare del suo tormentato addio all’Inter, una ferita ancora aperta nel cuore dei tifosi interisti all’epoca scossi dalla sconfitta del 5 maggio:

A Milano stavo molto bene, sentivo l’affetto incondizionato dei tifosi e da tutta l’Italia. Per l’allenatore che avevamo, Cuper, però non potevo continuare. L’unica volta che parlai con Moratti gli dissi: ‘O va via lui o vado via io, non possiamo continuare’. La storia con l’Inter finì male, lui preferì Cuper a me: andai così al Real

Capitolo Real

Dopo l’Inter, il Real Madrid. L’avventura di Ronaldo proseguì quindi in Spagna, su consiglio di un amico e compagno di Nazionale:

Sono andato a Madrid perché volevo giocare nel Real, era un mio sogno. C’era Roberto Carlos che in Nazionale mi raccontava cosa rappresentasse il Real, come si trovava lì, e questo mi ha sempre incuriosito. A distanza di anni ho voluto provare a vedere con i miei occhi; arrivai al Madrid ed era più grande di quanto potessi immaginare. Il Madrid è il Madrid ovunque tu vada

E, infine, il ritiro

Si è conclusa tra le fila del Corinthians la carriera di Ronaldo. Un percorso lungo e vincente, costellato da tanti infortuni. E proprio l’ultimo infortunio, l’ennesimo, lo ha costretto a lasciare il calcio:

Mi sono ritirato dopo un infortunio che ho avuto durante l’ultima stagione che ho giocato. Fu una pubalgia molto forte, il dolore più forte mai provato in vita mia. A 35 anni ero stanco di subire operazioni, sentivo di non avere la forza per recuperare e tornare. Lì ho capito di aver compiuto il mio percorso, capii che vincere o perdere l’ultima battaglia non avrebbe fatto la differenza. Volevo smettere e iniziare una nuova vita, non mi sono pentito della decisione presa. Io credo che gli infortuni mi hanno reso una persona migliore e un migliore giocatore. Mi hanno reso un esempio di abnegazione, non solo per gli sportivi, ma anche per le persone che devono superare degli ostacoli