Si dice che, dentro al suo armadietto del Comunale, Gianluca Vialli tenesse una fotografia del suo arci-nemico Arrigo Sacchi come stimolo a migliorarsi ogni giorno e dimostrare all’ex ct della nazionale di essere più forte di tutto e tutti. Anche della delusione per la mancata convocazione, decisa proprio dal tecnico romagnolo, ai mondiali di Usa ’94.

“Addio, azzurri!”

E tanta fu la rabbia che il bomber juventino, allora 29enne, decise di dare il suo addio definitivo alla maglia azzurra, condito anche da parole di sfida (e di ironia) nei confronti del ct:

Non credo di avere le qualità morali per far parte di questo gruppo

“In finale ho tifato Brasile”

E poi, un anno dopo la finale persa dagli azzurri ai rigori contro il Brasile, Vialli ha prima confessato (e poi smentito) la sua ‘gufata’ nei confronti di Sacchi e degli azzurri:

In occasione della finale di Los Angeles mi auguravo la vittoria del Brasile

Ma Sacchi: “Ci eravamo chiariti…”

Parole che hanno lasciato il segno, tanto che Sacchi -dopo aver appreso della definitiva rinuncia di Vialli alla maglia azzurra- si è poi sfogato così: 

Sono sinceramente amareggiato e sorpreso dalle dichiarazioni di Gianluca. Ci siamo impegnati tutti in queste settimane per superare lealmente incomprensioni e malintesi di cui ho parlato a lungo con lui fino al chiarimento che consideravo definitivo

Amici, mai…

Divergenze che, evidentemente, non si sono mai appianate del tutto. Per informazioni chiedere all’armadietto del Comunale, probabilmente ancora ammaccato in corrispondenza della foto…