Idolo dei tifosi dell’Inter, Lothar Matthaus viene ricordato come un Giuda dai supporters del Gladbach, che ancora oggi non gli perdonano il tradimento di 35 anni fa…

Come Netzer

Come Gunther Netzer, il suo illustre predecessore tra le fila del Gladbach, anche Matthaus viene ceduto e la notizia della sua cessione viene svelata dal diretto interessato a stagione in corso, con il Borussia che si sta giocando il campionato in un avvincente testa a testa con Amburgo e Stoccarda. L’acquirente stavolta non è però il Real Madrid, bensì l’odiato Bayern Monaco, il club più ricco e invidiato di Germania, che con la sua enorme disponibilità economica saccheggia i piccoli club come il Monchengladbach dei propri talenti.

“Giuda, Giuda!”

La notizia dell’ormai prossimo approdo di Matthaus in Baviera determina una profonda spaccatura all’interno dello spogliatoio e scatena l’indignazione dei supporters del Borussia che, sentendosi traditi da quello che consideravano il loro eroe, cominciano a prenderlo di mira, facendone il bersaglio della loro collera. Dagli spalti del Blokelbergstadion, ogni volta che Matthaus scende in campo, si leva, rabbioso, il coro “Giuda! Giuda!” al suo indirizzo. 

Capro espiatorio

L’atmosfera per il giovane centrocampista si fa pesante e a risentirne è inevitabilmente il suo rendimento. Alla ventottesima giornata della Bundesliga 1983-84, Matthaus fallisce un calcio di rigore nella gara interna contro l’Eintracht Francoforte: l’1-1 finale costa ai Fohlen la testa della classifica e, neanche a dirlo, l’errore dal dischetto fa del promesso sposo del Bayern il capro espiatorio perfetto. 

Destino beffardo

Il Borussia riuscirà a riconquistare la vetta, ma in coabitazione con Stoccarda e Amburgo, che, in virtù di una migliore differenza reti, si piazzeranno davanti ai Puledri, che chiuderanno amaramente al terzo posto. Le delusioni per il Gladbach, però, non finiscono qui. C’è ancora una finale di coppa di Germania da giocare proprio contro la futura squadra di Matthaus, il Bayern. 

Maledetti rigori!

Il destino spesso si diverte a muovere gli uomini come inerti pedine sulla scacchiera della vita. I tempi regolamentari terminano sull’1-1, neanche i supplementari bastano per decretare un vincitore. La finale si decide ai rigori. Ancora una volta, Matthaus sbaglia dal dischetto e regala la coppa a quelli che, un mese dopo, diventeranno i suoi nuovi compagni. C’è chi dice che Lothar avesse fallito quel penalty volutamente e che il Bayern avesse giocato in 12