Persino un duro come Felipe Melo a volte lascia in un angolo la mazza con cui randella gli avversari e tira fuori il cucchiaio… Anzi, il cucchiaino…

Rigorista a sorpresa

17 ottobre 2010, Krasic penetra in area dalla sinistra, s’incunea tra due difensori del Lecce e finisce a terra. Gava indica il dischetto senza esitazioni, calcio di rigore per la Juve. Il pubblico dell’Olimpico di Torino rimane spiazzato nel vedere Felipe Melo appropinquarsi al dischetto.

Randello? No, fioretto!

Il brasiliano è un combattente, ha grinta e coraggio da vendere, ma i suoi piedi non possono certo dirsi raffinati. Al fioretto Felipe preferisce la mazza. In molti hanno il presentimento che quel pallone finirà in curva. E invece…

Cucchiaino!

E invece Melo, per una volta, mette in soffitta il randello e tira fuori il cucchiaio… Anzi, il cucchiaino… Un tocco morbido, delicato come il velluto. Un tocco brasiliano. Gol! A fine partita, Alberto Aquilani confesserà di non aver mai visto prima di quel giorno un pallonetto rasoterra. Lo aveva promesso al suo papà, Felipe: “Se domani ci danno un rigore faccio il cucchiaio“. Ogni promessa è debito.