Il titolo di ottavo Re di Roma passò da Amadei a Falcão, che, sebbene brasiliano e quindi non nativo della Città Eterna, seppe conquistare il cuore dei tifosi giallorossi, lasciando un’impronta indelebile nella storia del club! Regista dalla tecnica sopraffina, era in grado di interpretare al meglio la doppia fase, risultando prezioso in quella difensiva e partecipando attivamente a quella offensiva con un apprezzabile contributo in zona gol!

Gli inizi

Prima di sbarcare a Roma, Falcão s’era fatto un nome in Patria tra le file dell’International: con la formazione di Porto Alegre il giovane centrocampista vince tre titoli nazionali e viene insignito due volte del prestigioso premio Bola de Ouro al miglior calciatore del campionato brasiliano…

La soffiata

L’approdo di Falcão in Italia si deve al giornalista del Corsport, Ezio De Cesari, che segnala il giocatore alla Roma, lesta a soffiarlo alla concorrenza. Malgrado lo scetticismo di una parte della tifoseria, delusa per il mancato arrivo di Zico, in 5.000 attendono Paulo Roberto all’aeroporto di Fiumicino nel giorno del suo sbarco nella Capitale!

Il Divino

È nella stagione 1982/83 che si vede il vero Falcão: il brasiliano s’impone come leader in campo e nello spogliatoio, trascinando i compagni alla conquista di uno storico Scudetto! Rimane ancora vivo negli occhi di tutti i tifosi giallorossi il ricordo della sontuosa prestazione sfoderata dal centrocampista verdeoro contro il Pisa: non soltanto segna il gol decisivo, ma guida la squadra come un direttore d’orchestra fa coi suoi musicisti, meritandosi il titolo di Divino!