Di solito al Genio si chiedono i desideri, ma c’è chi -per un Genio– è stato disposto a rinunciare ai suoi, di desideri. Stiamo parlando di Silvio Berlusconi uno che di sfizi -nel corso dei suoi 30 anni di Presidenza- se n’è tolti parecchi; eppure persino il numero uno rossonero racconta di aver fatto qualche rinuncia clamorosa, il tutto sotto suggerimento del suo Genio di fiducia, Dejan Savicevic.

“Ho rinunciato a due stelle”

Berlusconi racconta che fu proprio su suggerimento del suo numero 10 che, nel dicembre 1993, non arrivarono in rossonero due fuoriclasse assoluti come Boksic e Romario che, a quel tempo, avrebbero potuto rafforzare ulteriormente la rosa di Capello:

Per trat­te­ne­re Sa­vi­ce­vic ab­bia­mo do­vu­to com­pie­re sfor­zi enor­mi. Ci costa non avere preso Bok­sic e non avere preso Ro­ma­rio a una cifra re­la­ti­va­men­te mo­de­sta: cin­que mi­lio­ni di dol­la­ri. È la prova che su Sa­vi­ce­vic ab­bia­mo scom­mes­so pe­san­te

…ma è andata bene così!

Dicembre 1993, dicevamo. Una data fatidica per i rossoneri che, di lì a qualche mese, avrebbero alzato al cielo la quinta Coppa dei Campioni della loro storia sotto il cielo stellato di Atene. E proprio Dejan Savicevic fu il grande protagonista di quella notte con un gol da antologia e un assist per Massaro. Una rinuncia, quella di Berlusconi, che con il tempo ha dato i suoi frutti. E che frutti!

Ruud Gullit

Quando Gullit disse no all’astinenza sessuale