Una coppia d’attacco formidabile, quella della Fiorentina di Cecchi Gori. Correva l’anno 1998-99 e i viola, allenati dal Trap, potevano contare in attacco su due attaccanti del calibro di Gabriel Omar Batistuta e Edmundo, estroso brasiliano soprannominato O Animal. Dietro le punte agiva Manuel Rui Costa: non stupisce pensare che quella viola lottò fino all’ultimo con Milan e Lazio per lo Scudetto.

Poi Batigol si ruppe

I gigliati restarono in corsa per il titolo finché Batistuta non si infortunò al ginocchio. Era il febbraio del 1999: un periodo che, purtroppo per i tifosi viola, coincideva con il Carnevale. Un episodio che segnò anche la rottura dei rapporti tra Batigol e il suo partner d’attacco, come racconta lo stesso centravanti argentino:

Io ed Edmundo eravamo molto legati, fino a quella volta che mi infortunai al Ginocchio nel 99, lo chiamai a casa e gli dissi: ‘Dai Animale, resta qui a Firenze, caricati la squadra sulle spalle per questo periodo, lascia perdere il Carnevale’… Mi rispose: ‘Capitano,per me è troppo importante, non posso non andare, cerca di capirmi: sono il capo della mia contrada io. Anche la gente del mio quartiere ha bisogno di me’

“Non ho più voluto vederlo”

E così fece: Edmundo partì effettivamente per il Brasile lasciando la Fiorentina ancora in corsa scudetto orfana dei propri attaccanti titolari. Il racconto di Batistuta quindi prosegue:

A quella risposta gli attaccai il telefono in faccia,chiamai il Trap e gli dissi che non volevo più vedere a Firenze quella testa di Ca**o. Ho sempre lottato e dato tutto per far felici i miei tifosi. Ero il capitano, dovevo dare un segnale forte alla squadra. Non potevo permettere che un deficiente qualsiasi, abbandonasse la squadra, per andare a fare i suoi sporchi comodi

Le scuse di Edmundo, tempo dopo

Ma non è finita qui. Come tutti ricordano, la Fiorentina non riuscì poi a tenere il passo di Lazio e Milan (poi laureatosi campione qualche mese dopo) e Batistuta ricevette una clamorosa telefonata di scuse da parte di Edmundo:

Tempo dopo, mi telefonò chiedendomi scusa… gli dissi: ‘delle tue scuse non ci faccio nulla… mi hai tradito nel momento del bisogno, di uno come te non so che farmene’. Da quel giorno, non l’ho più sentito e rivisto.