Pensare a Nicola Ventola significa fare un tuffo negli anni d’oro del calcio italiano. Fine anni ’90, inizio anni 2000, quando sembrava che niente e nessuno potesse togliere alla serie A lo scettro di miglior campionato al mondo. E prova ne è il fatto che tantissimi campioni, ma di quelli con la C maiuscola, non sono nemmeno riusciti ad esordire in nazionale. E non certo per demeriti loro, quanto piuttosto a causa di una concorrenza francamente impossibile con mostri sacri del calcio nostrano. Tra questi c’è senz’altro il nostro Nicola, talentuoso attaccante che i più giovani oggi conoscono come star del web ma che, qualche anno fa, ha saputo costruirsi una brillante carriera a suon di reti, nonostante i tanti (troppi) infortuni che hanno minato il suo talento…

Da Bari al Mediterraneo

Ancor prima di Antonio Cassano, l’enfant prodige di Bari era senz’altro Nicola Ventola. Nato nel borgo medievale di Grumo Appula, a una manciata di km dal capoluogo, Ventola si forma all’ombra di attaccanti del calibro di Igor Protti e Sandro Tovalieri, due che il gol l’avevano nel sangue, e ne carpisce il killer instinct d’area di rigore: sarà poi la mano di Eugenio Fascetti ad accompagnare i primi gol da professionista del giovane Nicola, che alla sua prima stagione da titolare (in serie B) trova subito la doppia cifra e riporta la sua città nel grande calcio. E proprio la sua Bari farà da cornice ad uno dei ricordi più belli della carriera di Ventola: la vittoria dei Giochi del Mediterraneo del 1997, proprio al San Nicola, grazie ad una sua doppietta nel 5-1 della finale contro la Turchia (gli altri tre gol li fecero Francesco Totti e Raffaele Longo).

Arriva l’Inter

L’exploit dei Giochi non lascia certo indifferenti le grandi squadre del calcio nostrano, che danno vita ad una vera e propria asta di mercato pur di mettere sotto contratto i gol del talentuoso centravanti del Bari e degli Azzurrini di Tardelli. Alla fine la spunta l’Inter, capace di offrire un miliardo in più dei cugini rossoneri, e Ventola si trasferirà così all’ombra della Madonnina. Ma, la stagione 1998/99, è il classico anno storto per i nerazzurri, che in squadra vantano campioni del calibro di Ronaldo, Baggio, Recoba, Pirlo e Zamorano, tanto per fare qualche nome. E’ l’anno in cui Gigi Simoni viene licenziato dopo la vittoria sul Real Madrid, tanto per intenderci, e i nerazzurri raccolgono ancora i cocci del contrasto Ronaldo-Iuliano della stagione precedente e di cui ancora oggi si discute. Nonostante la concorrenza ‘disumana’ (passateci il termine), Ventola trova comunque i suoi spazi e chiuderà la stagione con 11 reti all’attivo tra campionato, Champions e Coppa Italia. Non male per un debuttante alla Scala del Calcio…

Il primo gol in Champions

Il primo gol in Champions non si scorda mai. E, infatti, Nicola Ventola ancora lo ricorda perfettamente quel calcio di punizione che, su assist di Ronaldo, ha fulminato il portiere dello Spartak Mosca:

Quel gol è nato per gioco in allenamento la mattina prima. C’eravamo io, Baggio e Ronaldo e Ronnie si divertiva a passarmi la palla con il tacco sulle punizioni. Poco prima della punizione lui mi dice ‘Lo facciamo?’ e io gli rispondo ‘Siamo in Champions, evitiamo figuracce’. Invece l’ha fatto, è venuto fuori un gran tiro ed è andata bene. Iniziai a correre come un pazzo da solo per il prato di San Siro, non stavo capendo più nulla.

Tra infortuni e prestiti

Sembra l’inizio di una carriera radiosa (indizio confermato anche dalla vittoria dell’Europeo Under 21 nel 2000) e sarebbe stato senz’altro così se solo di mezzo non ci si fossero messe qualcosa come nove operazioni chirurgiche che hanno costretto Ventola a stare fermo un anno intero, quando aveva appena 24 anni, cioè nel pieno della maturità calcistica. I vari prestiti tra Bologna, Atalanta e Siena hanno fatto ritrovare gol e fiducia al giovane Nick, che però non riusciva più ad esprimere la potenza e l’agilità che lo avevano contraddistinto nei suoi inizi. In mezzo c’è però la stagione 2001/2002 (sì, proprio quella conclusa tra le lacrime di Ronaldo quel maledetto 5 maggio), nella quale Ventola rientra all’Inter e, sotto la guida di Hector Cuper, trova lo spazio giusto per infilarci un’altra annata da 10 gol complessivi, pronto a subentrare all’occorrenza a Vieri e Ronaldo.

Gli ultimi anni

Fu quella l’ultima volta che Ventola vestì la maglia nerazzurra o, meglio, quella dell’Inter perchè dopo una fugace esperienza oltremanica con il Crystal Palace conclusa ancora una volta sotto i ferri, tornò in Italia per riportare in serie A l’Atalanta (15 le sue reti in cadetteria), prima di trasferirsi in Piemonte con le maglie di Torino e Novara e dare l’addio al calcio giocato nel 2011.

La rivincita con Thohir

Sarà poi Erick Thohir a ridare lustro alla carriera di Nick. Il magnate indonesiano, dopo aver rilevato l’Inter da Moratti, nell’ottobre del 2013 ammise di aver sempre avuto un debole per Nicola Ventola e la sua Inter. Un attestato di stima che vale doppio, consideranti i campioni che giocavano in quella squadra, e che ha regalato all’ex numero 11 una nuova ribalta mediatica del tutto inaspettata.

Una (seconda) vita da web star

Da allora Ventola è diventato l’idolo dei social: il popolo del web ne ha subito apprezzato la genuinità e l’autoironia (“Io l’idolo di Thohir? Lì abbiamo capito che qualcosa non andava…“). La grande amicizia con Bobo Vieri e Lele Adani (risalente ai tempi dell’Inter) ha poi fatto il resto: oggi le nuove generazioni impazziscono per Nick, bomber vero che ha saputo sfondare la rete dentro e fuori dal rettangolo verde…