Se dovessimo chiudere gli occhi ed immaginare la Uefa Champions League ‘personificata’ in un unico calciatore, questi avrebbe senz’altro le sembianze di Clarence Seedorf. Anzi, le varie sembianze di Clarence Seeodorf, perchè a scorrere il suo album dei ricordi si noterà senz’altro quanto sia cambiato (e maturato, calcisticamente e non) durante i vent’anni che separano il suo primo trionfo con l’Ajax nel 1995 e l’ultimo con il Milan nel 2007. Sì, perchè Seedorf è l’unico calciatore della storia del calcio ad aver vinto la Champions con tre squadre diverse. E, per essere ancora più originale, ne ha vinte ben quattro, giocando tutte le finali da titolare

1) Ajax 1995

Fa un certo effetto rivedere la fotografia di Seedorf giovane, dalla capigliatura sbarazzina e con le lacrime agli occhi per un trionfo che, nella storia di ogni calciatore, è il sogno di una vita. Che lui ha già realizzato a neanche vent’anni. Inziò così, sul Prater di Vienna, la leggenda di Clarence Seedorf, che condusse l’Ajax al trionfo curiosamente contro la squadra che più di ogni altra avrebbe segnato la sua carriera: il Milan…

2) Real Madrid (1998)

Per chi crede nel destino, qui c’è da sbizzarrirsi. Seedorf bissa infatti la vittoria in Champions nel 1998, da giocatore del Real Madrid, giocando la finale nello stadio dov’era cresciuto (l’ Amsterdam Arena, il prato della sua Ajax) e battendo in finale un’altra squadra italiana. Questa volta tocca alla Juve che, curiosamente, sarà la sconfitta anche della prossima Champions vinta da Clarence…

3) Milan (2003)

Dicevamo, la Juventus. Seedorf sarà una delle pedine tattiche insostituibili per Carlo Ancelotti nel percorso che porterà ii rossoneri ad alzare la coppa sotto il cielo di Manchester, nel primo derby tutto italiano in una finale di coppa. La terza per lui, con tre squadre diverse. Un record, scritto ad appena 26 anni.

4) Milan (2007)

I 31 anni, per Seedorf, sono gli anni della maturità. e dell’ultimo grande trofeo continentale. La Champions di Atene mostra un Seedorf già allenatore in campo, capace di caricare i compagni con la parola giusta e la saggezza tipica dei veterani. La sua esperienza, infatti, è fondamentale per i rossoneri: sua la firma in due delle gare più complicate del torneo, ai quarti contro il Bayern e in semifinale contro il Manchester United. Con la vittoria in finale contro il Liverpool, Clarence aggiunge un’altra pagina alla storia del calcio europeo.