Anche la Leonessa d’Italia si scopre fragile. E rimpiange il suo Genio, quell’Eugenio Corini capace di far ritornare in città la serie A dopo otto interminabili anni di attesa. Un cambio in panchina in favore di Fabio Grosso che, finora, non ha dato i frutti sperati, ma che il vulcanico Presidente Massimo Cellino rivendica senza nessun tentennamento. Almeno per ora.

Corini: i motivi dell’esonero

Il Genio è stato sollevato dall’incarico dopo appena dieci partite concluse con due vittorie, un pari e sette sconfitte. Troppo poco per il numero uno delle Rondinelle, scontento del penultimo posto in classifica al momento del cambio. Scelta poi rivendicata proprio da Cellino nel corso di una recente intervista:

Ero convinto che Corini fosse di Verona, se avessi saputo che è nato a Brescia, non lo avrei mai preso: è difficile allenare nella propria città. Avrei dovuto valutare meglio l’entusiasmo e quanta paura ci fosse in lui l’estate scorsa. Ho sopravvalutato le sue capacità

Un Grosso errore?

Sarà come dice il Presidente, fatto sta che, con l’arrivo di Grosso, le cose sono solo peggiorate. Tanto che in due partite, contro Torino e Roma, il Brescia ha ottenuto due sonore sconfitte incassando la bellezza di sette reti senza realizzarne nemmeno una. Senza contare che la Leonessa è pra sprofondata in ultima posizione ed è ora alle prese con l’esplosione del caso Balotelli. Decisamente troppo per un tecnico esordiente in massima serie e reduce da due esperienze fallimentari con Verona e Bari.

Fabio Grosso

I tifosi con Corini

Una situazione veramente complicata, quella del Brescia. Tanto che i tifosi, decisamente preoccupati, hanno scritto una lettera indirizzata al Presidente Cellino pregandolo di far tornare il tecnico bresciano:

Questa squadra era, è e sarà sempre la squadra di Eugenio Corini, che forse ha fatto qualche errore quest’anno, ma di certo non quanti ne hanno fatti altri, soprattutto in società.

La lettera prosegue quindi con l’accorato appello al numero uno bresciano:

La preghiamo con tutto il cuore di richiamare l’unica persona in grado di far giocare questa squadra con dignità e alla pari degli avversari; l’unica persona che ha saputo regalarci delle emozioni che non avevamo più provato -almeno negli ultimi anni; l’unica persona che potrebbe affrontare il Derby per antonomasia con la Mentalità vincente, proprio perché conosce i giocatori come nessun altro!