Non sarà facile per Gennaro Gattuso risollevare il Napoli e prendere l’eredità del suo Maestro Carlo Ancelotti. Non sarà nemmeno facile relazionarsi con un Presidente come Aurelio De Laurentiis, uomo forte al comando che raramente ama farsi consigliare e che spesso e volentieri dice la sua sul momento della squadra, anche via Twitter.
Vediamo tutti gli uomini a cui il Presidente azzurro ha affidato la panchina…

Gian Piero Ventura (2004-2005)

Il primo Napoli di Aurelio De Laurentiis riparte dalla serie C e si affida all’esperienza di Gian Piero Ventura: gli azzurri cominciano il loro campionato in ritardo, senza aver svolto buona parte della preparazione e a fine stagione si classificheranno terzi, perdendo contro l’Avellino la finale playoff. A gennaio il tecnico viene però sostituito da Edy Reja.

Edy Reja (2005-09)

E’ senz’altro uno degli allenatori a cui De Laurentiis è rimasto più legato sul piano umano. Fu lui a riportare i partenopei prima in serie B e poi in serie A nel giro di appena due anni, con una doppia promozione rimasta nella storia. Fu sempre lui a forgiare il gruppo storico dei Lavezzi, degli Hamsik e dei Gargano: con lui Napoli ritorna nel calcio che conta.

Roberto Donadoni (2009)

Breve e fugace l’esperienza partenopea dell’ex c.t., arrivato in corsa per sostituire Reja nel marzo 2009 ed esonerato dopo poche partite del campionato successivo. Pochi i punti raccolti, per un Napoli che chiudere dodicesimo la sua stagione.

Walter Mazzarri (2009-13)

Altro allenatore importante per la crescita del Napoli. Mazzarri resterà quattro anni all’ombra del Vesuvio sviluppando una particolare empatia con i tifosi azzurri: suo il grande merito di aver valorizzato Edinson Cavani, poi venduto a peso d’oro al Psg e Camilo Zuniga, diventato sotto la sua gestione uno dei migliori esterni offensivi sul panorama internazionale. Ma, soprattutto, sarà lui a riportare il Napoli in Champions League vincendo anche una Coppa Italia, primo trofeo dell’era De Laurentiis.

Rafa Benitez (2013-15)

Benitez viene scelto per gettare le basi al processo di internazionalizzazione del Napoli: Higuain, Albiol, Mertens e Callejon sono gli uomini richiesti dal tecnico spagnolo per il salto di qualità. Acquisti importanti che esaltano la tifoseria: ora a Napoli si può sognare in grande. Benitez vince Coppa Italia e Supercoppa, ma in Champions non va oltre i gironi (anche per la sfortuna di venire eliminato, prima volta nella storia, con 12 punti).

Maurizio Sarri (2015-18)

Dopo Benitez, ecco il Sarrismo. Arrivato tra lo scetticismo generale come tecnico di provincia alla prima esperienza in una grande, Sarri conquista tutti i più scettici di partita in partita con un gioco travolgente e un 4-3-3 che sembra cucito addosso ai suoi interpreti. Jorginho diventa uno dei play più corteggiati, Mertens da esterno di ricambio si trasforma in goleador implacabile e Insigne vede finalmente valorizzato il suo magico sinistro. E Sarri diventa il nuovo Masaniello, incarnando la protesta dei napoletani verso quella Juventus che poi, due anni dopo, andrà ad allenare tra gli improperi dei suoi ex tifosi. Nessun trofeo per lui, ma un campionato record da 91 punti che però vale solo la seconda piazza.

Carlo Ancelotti (2018-2019)

Poco più di un anno e mezzo per Carletto alla corte di Adl. Arrivato in punta di pistola, con tanto di presentazione in grande stile, non riuscirà però a migliorare i risultati del precedessore, senza peraltro mai trovare l’alchimia di un gruppo ancora orfano del Sarrismo, dentro e fuori dal campo. Problematiche societarie e incomprensioni con la società gli costeranno il posto dopo la vittoria in Champions League contro il Genk.