Uragano Forza 5 in Nazionale, venticello flebile nella Juventus: i due volti di Federico Bernardeschi sono così diversi tra loro da indurre a pensare che non appartengano alla stessa persona…

Un giglio che non sboccia

Strappato alla Fiorentina per 40 milioni di euro, Berna sbarca a Torino con le stigmate del predestinato, ma il giglio pronto a sbocciare, purtroppo, non sboccia mai… Lascia intravedere in sporadiche occasioni scampoli del suo talento, ma sono più le volte in cui iscrive il suo nome tra i peggiori in campo, che quelle in cui brilla ed esce tra gli applausi

One night only

Il vero Bernardeschi, per lo meno quello che tutti dipingevano e si aspettavano, s’è visto forse soltanto nel ritorno degli ottavi della Champions 2018/19 contro l’Atletico, in cui Federico contribuì attivamente alla storica rimonta bianconera: si pensava che di lì in avanti la crescita del 33 juventino non si sarebbe più arrestata, che fosse pronto al grande salto e invece…

Discesa agli Inferi

Come Lucifero precipitò giù dall’Eden, così Bernardeschi sembra essere sprofondato in un vuoto di mediocrità, dal quale pare riuscire riemergere solo in Azzurro: le prestazioni di Federico sono quasi sempre risultate brillanti e spesso decisive in Nazionale, dove Roberto Mancini ha saputo rivitalizzarlo, facendone l’uomo in più dell’Italia, laddove invece è l’uomo in meno nella Juve

Mistero della… FEDE

Di fiducia, Federico, ne ha ricevuta, eccome, anche da Maurizio Sarri, che, in assenza di Ramsey, lo ha piazzato sulla trequarti e riconfermato anche dopo prestazioni francamente imbarazzanti. L’exploit di Bernardeschi in maglia azzurra lascia ben sperare per il futuro, basta avere… FEDE!