All’indomani della storica impresa dell’Atalanta in Champions, ci sembra doveroso tributare a Giampiero Gasperini il giusto riconoscimento per lo straordinario lavoro svolto sulla panchina della Dea ed è lecito domandarsi per quale ragione il tecnico nerazzurro non abbia sin qui raccolto in carriera quanto avrebbe meritato: ecco perché Gasp è un maestro sottovalutato…

La gavetta

Gasperini non è un miracolato, tantomeno un raccomandato: quel che ha conquistato, lo ha meritato sul campo! Viene dalla gavetta, cominciata nel settore giovanile della Juventus… Alla guida della Primavera bianconera vince il Viareggio nel 2003, poi l’esperienza sulla panchina del Crotone, che porta dalla C1 alla B al primo tentativo.

Sulle ali del Grifo

È al Genoa che Gasperini si consacra come uno dei tecnici più promettenti del nostro calcio, uno di quelli che cercano il risultato attraverso il bel gioco. Le sue stagioni sulla panchina del Grifone rimarranno indimenticabili per la promozione diretta in Serie A nella stagione 2006/2007, quella della Juve in B, e per la qualificazione all’Europa League al termine del campionato 2008/09.

La grande occasione

La grande occasione per Gasp arriva nell’estate 2011, quando Massimo Moratti lo chiama alla guida dell’Inter, ma la sua avventura in nerazzurro dura il breve spazio di tre partite, senza neanche una vittoria.

La rivincita

Dopo un lungo peregrinare, ecco l’occasione che Gasperini aspettava e meritava: il Presidente Percassi sceglie proprio lui per inaugurare il nuovo corso atalantino e la scelta si rivelerà indovinata! Dopo un avvio complicato, Gasp trova la quadratura del cerchio e costruisce una macchina quasi perfetta nei suoi meccanismi di gioco, un’orchestra capace di suonare una sinfonia europea!