Bobby Gol fa 70: nel giorno del suo compleanno, celebriamo Roberto Bettega ricordando il pezzo forte dell’ex attaccante bianconero, il colpo di tacco! Tanti auguri Killer Heel!

Artista d’avanguardia

Roberto Bettega, artista d’avanguardia che di colori per i suoi quadri ne adoperava soltanto due: il bianco e il neroBobby il gol lo sente nell’aria, lo fiuta come il cacciatore fa con la preda. Quando Pietruzzo Anastasi arresta la sua corsa e alza la testa, Bettega sa già dove finirà il pallone…

Batman e Robin

Se non c’è Batman senza Robin, se non c’è Renato senza Cochi, allo stesso modo, non può esserci Bettega senza Anastasi! È Pietruzzo da Catania la spalla ideale per Bobby gol! I due s’intendono a meraviglia, sembrano leggersi nel pensiero…

Impensabile!

Ma quel 31 ottobre 1971, neppure Anastasi può immaginare ciò che d’un tratto balena nella mente di Bettega… Bobby appoggia corto a Pietruzzo al limite dell’area rossonera. Il numero 9 si allarga, punta il suo diretto marcatore, lo salta. Penetra dentro, ne salta un altro, guadagna il fondo, sa già dove mettere il pallone, perché sa già che Roberto sarà lì ad attenderlo… Quel che Pietro però non può sapere, che nessuno può neanche lontanamente immaginare è in che modo Bettega ha intenzione di impattare quel pallone. La posizione dell’attaccante non lascia spazio che ad un’ipotesi soltanto: stop spalle alla porta, protezione della palla e tentativo di girata. Tutto troppo lungo, troppo complesso. Roberto sa che, così facendo, darebbe il tempo al suo controllore di intervenire e lui non vuole concedere vantaggi all’avversario. Lui vuole fare gol, deve fare gol. E se vuol far gol dev’essere svelto di testa e rapido di gambe…

Una carezza al pallone

Deve cogliere tutti di sorpresa. Il pallone, rotolando sull’erba, si dirige verso di lui, lo lascia sfilare. Un velo per un compagno che sopraggiunge dalle retrovie? No. E allora cosa? Quello a cui nessuno avrebbe mai pensato, un colpo di tacco. Un tocco lieve, una carezza al pallone. Un colpo di tacco. Sì, un colpo di tacco, avete capito bene. Goool! La tela d’autore si materializza davanti agli occhi di un pubblico che non può far altro se non contemplarla e custodirla nella memoria.