Avanti piano, ma a fari accesi. Non è certo un mistero che il Milan voglia affidare il suo ennesimo tentativo di ricostruzione a Ralf Rangnick, manager tedesco attualmente alla guida del progetto sportivo gruppo Red Bull, che comprende Lipsia e Salisburgo.

“Ho parlato con il Milan, ma…”

E’ lo stesso Rangnick, che da settimane ha iniziato lo studio della lingua italiana, ad aver confermato per la prima volta l’esistenza di una trattativa con i rossoneri sulle colonne del quotidiano MittledeutscheZeitung:

Sì, è vero: c’è stato un interessamento da parte dei rossoneri prima dello stop al calcio. Se accetterò? Dipenderà dalle richieste del Milan: ciò che conta è avere una certa influenza nelle scelte societarie

Effetto Rangnick: via Ibra e Maldini!

Per accettare il Milan, Rangnick vuole quindi un certo peso decisionale, a prescindere da quello che sarà il suo ruolo in società (potrebbe arrivare sia nelle vesti di dirigente, che in quelle di allenatore). Lo stesso ‘potere’ che chiede a gran voce anche Paolo Maldini, fino a questo momento sopravvissuto all’epurazione toccata in sorte prima a Leonardo e quindi a Boban, e che non più tardi di qualche mese fa aveva definito il profilo di Rangnick “non da Milan“. Sembrerebbe logico quindi azzardare un’incompatibilità di fondo tra l’ex capitano e il manager tedesco: se Rangnick avrà pieni poteri, Maldini non farà parte dello staff dirigenziale. L’altra vittima illustre della rivoluzione di Rangnick dovrebbe essere Zlatan Ibrahimovic: lo svedese, arrivato al Milan a gennaio per provare a raddrizzare una stagione nata male, non rientra nei piani di Rangnick, che preferirebbe puntare -in linea con Elliott- su profili giovani eventualmente rivendibili nel giro di qualche anno.

Sulla lista di Rangnick

Quali sono dunque i nomi sul taccuino di Rangnick per rinforzare il Milan? Sono cinque, al momento gli obiettivi del manager tedesco per rifondare il club rossonero:

  • Dominik Szoboszlai: regista ungherese del Salisburgo e giovanissimo (classe 2000), Szoboszlai è il primo nome sulla lista di Rangnick, che lo considera uno dei più grandi talenti sul panorama del calcio europeo. Ottima visione di gioco e capacità di giocare il pallone di prima anche nello stretto: a lui verranno affidate le chiavi del gioco rossonero.
  • Mario Götze: l’arrivo di Ibra a gennaio ha dimostrato quanto un campione in spogliatoio possa fare la differenza. E allora il campione del Mondo 2010 (suo il gol decisivo in finale contro l’Argentina) può essere un colpo importante per infondere esperienza e mentalità vincente al gruppo. Classe 1991, a giugno sarà libero dal contratto che o lega al Borussia Dortmund: può essere un buon affare.
  • Dayot Upamecano: roccioso difensore centrale, a 22 anni vanta già una certa esperienza internazionale accumulata con le maglie di Salisburgo e Lipsia. Fisico imponente, buono stacco di testa, in Francia è considerato l’erede del madridista Varane.
  • Dani Olmo: lo scorso gennaio il Milan aveva già provato a prenderlo dalla Dinamo Zagabria, ma l’intervento di Rangnick, che per lui stravede da tempo, fu decisivo nel fargli scegliere Lipsia. Capitano della nazionale spagnola under 21, Dani Olmo si è formato calcisticamente nella cantera del Barcellona, prima di scegliere la Croazia per trovare subito una maglia da titolare. E la sua fantasia da classico trequartista ha incantato mezza Europa: Rangnick proverà a convincerlo a trasferirsi in rossonero, ma il Lipsia non lo mollerà facilmente.
  • Luka Jovic: prima punta dotato di buona tecnica, Jovic si è un po’ perso nel corso della sua prima stagione al Real Madrid, che per acquistarlo dall’Eintracht ha sborsato qualcosa come 65 milioni di euro, un prezzo che in Spagna hanno definito come spropositato. A 23 anni ancora da compiere, il serbo ha bisogno di rilanciarsi per non perdere il treno del grande calcio e il progetto del nuovo Milan potrebbe fare al caso suo.