Lo si è detto tante volte: la spiegazione del miracolo Lazio è tutto racchiuso nella parola programmazione. Che, nel calcio, significa che i talenti vanno scoperti prima, quando ancora sono in erba (e a basso costo), meglio ancora se da campionati stranieri dove lo scouting è ancora poca roba.

Quante scoperte…

Il ds biancoceleste Igli Tare, in questo senso, è una garanzia: tanti, negli anni, i giocatori scoperti dal braccio destro di Lotito. Milinkovic Savic, Luis Alberto e Strakosha sono solo gl ultimi nomi di una lunga lista che comprende i vari Felipe Anderson, Keita Balde, Hernanes e Zarate.
Tutti giocatori che, al netto del rendimento attuale, sono scoperti e rivenduti a peso d’oro dal ds albanese.

Chi saranno i prossimi?

In casa Lazio, però, non c’è tempo da perdere. Programmare significa anticipare i tempi, anche se i talenti attualmente in rosa potrebbero presto essere ceduti e anche se c’è un campionato ancora da giocare. Due sono i nomi per il futuro della Lazio:

  • Bobby Adekanye, 21 anni, olandese di origine nigeriana, acquistato a parametro zero nel 2019 (dal Liverpool). Attaccante rapido e con senso del gol, ha già trovato la sua prima rete in serie A il 2 febbraio scorso all’Olimpico contro la Spal (5-1 il risultato finale). Simone Inzaghi gli ha già fatto assaggiare il campo per tre volte (tutte da subentrato) in questa stagione. Ma il futuro è suo.
  • André Anderson, 20 anni, brasiliano, scuola Santos. Dopo una stagione per farsi le ossa in serie B con la maglia della Salernitana (club d proprietà di Lotito), Anderson torna alla base dove Simone Inzaghi sta curando il suo percorso di crescita sotto l’ala dei compagni più esperti (su tutti il connazionale Lucas Leiva). Centrocampista centrale, Anderson ha collezionato due presenze in stagione (da subentrato) contro Udinese e Brescia ma, nei piani di Lotito e Tare, il brasiliano sarà presto uno dei punti di forza della Lazio del futuro. Sarà l’ennesima scoperta biancoceleste?