Forse, solo una causa di forza maggiore avrebbe potuto mettere in dubbio il futuro di Kevin de Bruyne, da anni stella della nazionale belga e del Manchester City, di cui è anche il giocatore più rappresentativo a livello d’immagine. Una causa di forza maggiore, dicevamo: forte di un contratto da quasi 20 milioni di euro a stagione e punto fermo nei progetti del tecnico Guardiola, il belga non avrebbe potuto desiderare di meglio che lanciarsi alla conquista del mondo con la maglia degli SkyBlues. Solo che il potentissimo City è finito -questa volta per davvero- nel mirino dell’Uefa, che gli ha inflitto una punizione esemplare per aver violato i parametri del Fair Play finanziario: due anni senza coppe europee e 30 milioni di euro di multa, si legge sulla sentenza pronunciata lo scorso 17 febbraio. Una causa di forza maggiore che potrebbe cambiare i piani di uno dei centrocampisti più completi sul panorama internazionale…

“Due anni sono troppi…”

Sì, perché arrivato ormai alla soglia dei 29 anni, De Bruyne non può più permettersi valutazioni errate circa il proprio futuro. Più passa il tempo e più le chances di iscriversi all’albo dei vincitori della Champions rischiano di assottigliarsi, inevitabilmente. Con indosso la maglia del City, De Bruyne rischia di risentire la famosa musichetta solo nel 2022, quando avrà 32 anni (essendo ancora in attesa di capire cosa ne sarà dell’edizione in corso). Di qui i dubbi circa un futuro nella sponda blu di Manchester, confidati al quotidiano belga Het Laatste Nieuws:

Mi fido del mio club e aspetto l’esito, poi prenderò una decisione sul mio futuro. Certo due anni senza Champions sarebbero davvero lunghi, se la squalifica fosse di un solo anno potrei pensarci, ma due sono troppi

Il ricorso del City

Il club inglese ha già presentato ricorso contro la sentenza, appellandosi al Tribunale di arbitrato dello sport (Tas), dicendosi fiducioso che la decisione sarà annullata da una corte indipendente. Stesse aspettative di De Bruyne:

Sto aspettando la sentenza. I dirigenti ci hanno assicurato che avrebbero fatto appello, spiegando che sono sicuri al 100% di far valere le proprie ragioni

Solo il tempo, quindi, potrà sciogliere i dubbi del centrocampista belga, che però non sembra poi così disposto a pazientare: ma chi sarà disposto ad offrire a De Bruyne le stesse condizioni garantite dallo sceicco?