I nostri club hanno scritto pagine memorabili di storia nelle competizioni internazionali: ecco 5 grandi imprese italiane in Europa…

1) Il Genoa del Mago

Guidato dal Mago Osvaldo Bagnoli il Grifone vola fino alle semifinali della Coppa UEFA 1991/92: dopo una leggendaria impresa nella tana del Liverpool, prima squadra italiana ad espugnare Anfield, il Genoa ne sfiora un’altra in casa dell’Ajax, ma i rossoblù non riusciranno a ribaltare il 3-2 subito a Marassi, pareggiando 1-1 ad Amsterdam.

2) Il Vicenza di Guidolin

La matricola Vicenza si presenta ai blocchi di partenza della Coppa Coppe 1997/98 senza grandi aspettative, ma i pronostici sono fatti per essere sovvertiti: cosi, Legia Varsavia, Shaktar e Roda si inchinano ai biancorossi, che approdano alle semifinali dove trovano ad attenderli il Chelsea di Gianluca Vialli. La favola sembra avviarsi verso un dolcissimo lieto fine quando i veneti si ritrovano avanti di un gol a Stamford Bridge dopo aver vinto 1-0 al Menti nella gara d’andata, ma in mezz’ora i Blues riscrivono la storia con tre gol che ribaltano risultato e qualificazione!

3) Il Toro del Mondo

In barba ai pronostici di stampa e addetti ai lavori, il Toro di Mondonico raggiunge la finale della Coppa UEFA 1991/92: nel giorno in cui ai tre pastorelli apparve Maria, i granata si presentano all’Olympisch Stadion di Amsterdam con la convinzione di poter rovesciare il 2-2 dell’andata. Basta un gol, un gol soltanto, per portarsi a casa il primo trofeo internazionale dell’intera storia granata, ma quel gol purtroppo non arriverà, anche per via di una clamorosa svista arbitrale, che farà esplodere la rabbia di Mondonico, che in segno di protesta solleverà al cielo una sedia quasi a volerla schiantare in terra!

4) La Fiorentina di Batigol

10 aprile 1997, il Camp Nou è teatro della sfida tra Barcellona e Fiorentina, che si giocano l’accesso alla finale di Coppa delle Coppe. Quella blaugrana, guidata in panchina da Sir Bobby Robson, è una squadra di tutto rispetto, con il fenomeno brasiliano Ronaldo in attacco e gente come Guardiola e Figo a metà campo. I viola, allenati da Ranieri, hanno in Gabriel Batistuta il loro braccio armato e in Manuel Rui Costa colui che quel braccio può armarlo con assist prelibati e intuizioni geniali. Il pubblico sugli spalti è più caldo delle fiamme dell’Inferno e quel calore, i calciatori della Fiorentina, lo avvertono, asfissiante, sulla loro pelle. Quello stesso calore che non permette ai gigliati di respirare, che non li fa ragionare, attizza i cuori dei giocatori azulgrana, sospingendoli verso la meta. E in meta ci arriva Nadal, al tramontar della prima frazione, incornando alle spalle di Toldo un pallone scodellato a centro area da Figo. Il Barcellona è in vantaggio, si mette male per la Viola… E invece no, perché la Viola ha Batistuta e se Dio perdona… Batistuta, decisamente, no! Lancio dalla destra per Bati, che mette giù il pallone col petto all’interno dell’area di rigore avversaria e poi lo addomestica con la coscia prima di scaraventarlo all’incrocio dei pali con una potenza tale da piegare le mani a Vitor Baia. Corre Gabriel, corre rabbioso sotto la curva dei tifosi blaugrana, portandosi l’indice davanti alla bocca. Chiaro il messaggio, c’èoco da interpretare: “State zitti adesso, zitti tutti!”. Cala il silenzio sul Nou Camp. 

5) La Dea di Coppe

Nella stagione 1987/88, l’Atalanta vive una sorta di paradosso: è appena retrocessa in Serie B, ma si ritrova ai blocchi di partenza della Coppa Coppe… La ragione è semplice: nella precedente annata, gli orobici hanno raggiunto la finale di Coppa Italia, persa col Napoli, che però, avendo vinto anche lo Scudetto, partecipa di diritto alla Coppa dei Campioni… Per la squadra di Mondonico, l’impegno europeo si preannuncia come un inutile fardello, ma, rotto il ghiaccio, la Dea ci prende gusto e si spinge fino alle semifinali, eliminata dal Malines, che si aggiudicherà a sorpresa il trofeo battendo il più quotato Olympique Marsiglia!