Vincente in panchina e brillante davanti ai microfoni: ecco 5 frasi celebri che hanno reso Special Mou…

1) Mourinho e Dio

Dopo aver conquistato la sua prima Champions da tecnico del Porto, Josè Mourinho si presenta così ai tifosi del Chelsea:

Vi prego di non chiamarmi arrogante, ma sono campione d’Europa e credo di essere speciale. Se avessi voluto un lavoro facile sarei rimasto al Porto: una bella sedia blu, una Champions League, Dio, e dopo Dio, io.

2) Non sono Pirla!

Appena sbarcato a Milano, Mourinho dà subito spettacolo nella conferenza stampa di presentazione come nuovo tecnico dell’Inter!

Domanda: ‘Pensa che Lampard potrebbe trovarsi bene nel calcio italiano?’

Mou: ‘Perché mi chiedi di un giocatore del Chelsea?’

Domanda: ‘È un modo furbo di riproporre il tema che lei ha appena evitato’.

Mou: ‘Sì, sììì… Ma io non sono pirla!’

3) Che Monaco?

Indimenticabile la replica di Mourinho all’Ad del Catania Pietro Lo Monaco:

Io conosco il monaco del Tibet, il Principato di Monaco, il Bayern Monaco, il Gran Prix di Monaco. Non ne conosco altri. Se questo Lo Monaco vuole essere conosciuto perché parla di me, mi deve pagare tanto. Io ho già degli sponsor che mi pagano per fare pubblicità.

4) Zeru tituli!

Accusando gli altri di manipolare l’opinione pubblica, Josè Mourinho sposta l’attenzione sugli avversari, allontanando le pressioni dalla sua squadra:

A me non piace la prostituzione intellettuale, a me piace l’onestà intellettuale. Mi sembra che negli ultimi giorni ci sia una grandissima manipolazione intellettuale, un grande lavoro organizzato per cambiare l’opinione pubblica da parte di un mondo che non è il mio. Negli ultimi due giorni non si è parlato della Roma che ha grandissimi giocatori, ma che finirà la stagione con zero titoli. Non si è parlato del Milan che ha 11 punti meno di noi e chiuderà la stagione con zero titoli. Non si è parlato della Juve che ha conquistato tanti punti con errori arbitrali.

5) Porqué?

È passata alla storia la conferenza stampa in cui Mourinho, all’epoca tecnico del Real, denuncia i presunti favori dell’arbitro Stark al Barcellona nella semifinale d’andata della Champions League edizione 2010/11:

Se io dico a lei e alla Uefa quello che penso e quello che sento, la mia carriera finisce oggi. E siccome non posso dire quello che sento, ho solo una domanda. E spero, un giorno, di avere una risposta. La domanda è: perché? Perché?Perché Ovrebo? Perché Busacca? Perché De Bleeckere? Perché Frisk? Perché Stark? Perché? Perché ad ogni semifinale accade sempre lo stesso? Perché Ovrebo da tre anni? Perché il Chelsea non è potuto andare in finale? Non so se è la pubblicità dell’Unicef, non so se è il potere del signore Villar all’interno della Uefa.