Ha fatto rumore, e parecchio, l’addio di Zinedine Zidane alla panchina del Real Madrid. Il tecnico francese, che ha vinto tutto nei suoi cinque anni e mezzo sulla panchina dei Galacticos, ha scelto di dire basta al termine di una stagione più complicata del previsto, la prima senza nessun titolo all’attivo.



“Mancavano fiducia e riconoscenza”

Sulle motivazioni che lo hanno portato a dare l’addio al club che ha segnato la sua carriera prima da calciatore e poi da allenatore, Zidane ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di As:

Non sento più la fiducia di cui ho bisogno, il club non mi offre supporto per progetti a medio-lungo termine. Non chiedevo privilegi ma un po’ più di memoria. Ho la sensazione che non si capisca l’importanza dei rapporti umani. Ho accettato di tornare perché me lo ha chiesto Florentino Perez ma soprattutto perché me lo avete chiesto voi tifosi. Ora è stato dimenticato ciò che ho costruito quotidianamente nel rapporto con i calciatori e le 150 persone che lavorano vicine alla squadra.



“Mi sento tradito”

Zidane è un fiume in piena e punta il dito in maniera aperta contro la società, ‘colpevole’, a suo dire, si aver fomentato l’astio dei media nei suoi confronti:

Mi ha fatto male leggere sui giornali, dopo una sconfitta, che avrei rischiato il posto se non avessi vinto il match successivo. Un messaggio intenzionalmente fatto trapelare ai media, creando interferenze nello staff. Conosco il calcio e le esigenze di un club come il Real, so che quando non vinci devi andartene. Per fortuna allenavo ragazzi meravigliosi pronti a morire con me