Walter Zenga contro tutti. L’ex allenatore di Cagliari e Crotone, balzato agli onori delle cronache per le sue vicende famigliari negli ultimi mesi, alza la voce e punta il dito contro il mondo del calcio, facendo nomi e cognomi di colleghi che -a suo dire- avrebbero trovato una panchina nonostante una serie di esperienze negative. L’Uomo Ragno, raggiunto a Dubai dai microfoni di Libero, come sempre non ha peli sulla lingua



Perché Di Francesco e Giampaolo?

L’Uomo Ragno non ci sta e attacca: perché loro sì e io no? Questa in sintesi la domanda posta da Zenga sulle colonne del quotidiano Libero:

Come faccio a star bene quando vedo che il Verona prende Di Francesco, che Giampaolo è sulla bocca di tutti, che la Gazzetta nomina Stankovic come miglior “italiano” all’estero o cita Bergodi e Mangia, grandi ex allenatori del Craiova in Romania. E io?

Quello di Zenga è un duro attacco al mondo del calcio e dei media in generale, decisamente inedito per un mondo dove dominano le risposte di rito e il politically correct.

Mancio, in bocca al lupo

Nonostante l’amarezza per la sua situazione personale, Zenga ritrova il sorriso parlando della Nazionale di Roberto Mancini, uno che -lui sì- merita solo elogi:

La sua grande qualità è sembrare sempre rilassato, poi magari dentro non è così, ma all’esterno tiene tutto sotto controllo. Senza nulla togliere ai campioni del 2006, il Mancio ha ridato alla gente l’entusiasmo che c’era attorno alla mia nazionale, quella degli Europei ’88 e di Italia ’90

Il migliore al mondo? E’ Gasp!

Se non spiazzasse tutti non sarebbe Walter Zenga. E allora a precisa domanda su chi sia il miglior allenatore al mondo, l’Uomo Ragno non cita né Guardiola, né Zidane, ma va dritto su un nome a sorpresa:

In base alle vittorie ti dovrei dire Emery e Tuchel, ma Gasperini è il numero 1: non ha vinto niente ma ha fatto qualcosa di incredibile. E se gli prendono un paio di pedine…