Mani sulle orecchie per non sentire le tante sirene di mercato e una nuova stagione con indosso la maglia la viola. Dopo l’exploit dello scorso campionato (concluso con 21 reti a referto), Dusan Vlahovic ha scelto di rimanere a Firenze per completare il suo percorso di crescita, giocare e segnare più gol possibile…



“A Firenze sto da dio!”

In una lunga intervista concessa ai microfoni di Dazn, l’attaccante serbo ha fatto chiarezza una volta per tutte sui motivi che lo hanno spinto a restare a Firenze:

A Firenze si sta da dio, sono arrivato quando ero molto giovane e questa è la mia seconda casa. I miei migliori amici sono Milenkovic e anche Terzic, che è entrato nella nazionale. Si è creato un bellissimo gruppo. Chi come me viene da Balcani spesso sceglie con il cuore e non con il cervello: è capitato anche a me e per questo sono rimasto alla Fiorentina. Io mi sentivo di rimanere, qui penso di poter crescere ancora. Farò tanti gol e assist, il resto come viene viene.



“Se Totti non avesse rischiato…”

E a chi gli chiede se rimanere a Firenze non sia stato un rischio per il prosieguo della sua carriera, Vlahovic se ne esce con un paragone netto quanto spiazzante:

Ci possono essere tanti rischi, ma senza i rischi non vale la pena vivere. Mi viene in mente Totti contro l’Olanda che fece il cucchiaio e quello è rimasto per sempre

Da Totti a Ibra, un vero e proprio idolo per il talento serbo:

Adoro Ibra per il suo carattere e la voglia di non mollare mai. Non permetteva mai a nessuno di comandarlo, poi le giocate mostruose… Dopo la partita a Firenze in cui abbiamo perso 3-2 approfittai del fatto che magari non era molto arrabbiato per chiedergli la maglietta. Me la firmò, facemmo la foto e scrisse la dedica nella nostra lingua, mi ha detto di andare avanti così e non mollare mai.

“Italiano, che sorpresa!”

La chiusura è tutta per mister Vincenzo Italiano, uno dei motivi che ha spino Vlahovic a restare a Firenze:

Lui è uno dei motivi per cui ho scelto di rimanere, perché dopo il ritiro ho detto ‘con questo ci si diverte’. Ti sta sempre addosso, non ti fa respirare e così puoi solo migliorare. Mi piace la concorrenza, è divertente giocare per lui. Quando è arrabbiato mi chiama Dusan. Ed è sempre arrabbiato…