Nella sua era c’erano giocatori con più talento, come John McEnroe, Stefan Edberg e Borsi Becker, eppure Ivan Lendl è riuscito a mentenere il trono di N.1 del tennis mondiale grazie alla sua incredibile determinazione e alla leggendaria ossessione per il gioco. Un “giocatore costruito” che ha superato tutti i limiti.

Da Ostrava a 8 titoli dello Slam…

Nato a Ostrava, città della Repubblica Ceca, il 7 marzo 1960, è stato iniziato al tennis dalla madre, ex giocatrice di buona levatura. A soli 21 anni ha deciso di lasciare la Repubblica Ceca per trasferirsi negli Stati Uniti (nel 1992 diventerà, a tutti gli effetti, cittadino americano). Maniacale nella preparazione fisica e mentale, a 24 anni conquista il suo primo titolo dello Slam. Vince il Roland Garros edizione 1984 (battendo John McEnroe). Sarà il primo di ben otto trofei dello Slam: due Australian Open, tre Roland Garros e tre US Open.

Feroce ma anche divertente…

Un cannibale, capace di restare al numero 1 del ranking ATP per ben 270 settimane e vincere 144 tornei (94 nel circuito ATP). Un fenomeno, in grado di dominare ogni avversario su un campo da tennis, specialmente sulla terra rossa. Tacciato per essere scontroso e feroce, in realtà Ivan Lendl si è sempre sentito un guascone:

Non posso sorridere di continuo, sarebbe uno spreco. Ma ho senso dell’umorismo, cerco sempre qualche gioco di parola simpatico, guardo film divertenti

La maledizione di Wimbledon

Ben otto titoli dello Slam ma nessuna vittoria a Wimbledon. Ivan Lendl ha fatto di tutto per conquistare i Championships ma il suo sogno è rimasto tale. Nonostante due finali (1986 e 1987), non riesce ad alzare il trofeo al quale tiene maggiormente, battuto, rispettivamente, da Boris Becker e Pat Cash. Una forte delusione che, tuttavia, non ha scalfito la sua leggenda.

Ora si diverte a fare il coach

Smessi i panni del giocatore, Ivan Lendl si è dedicato al ruolo di coach. Negli ultimi 15 anni, difficile trovare un allenatore che abbia avuto più successo dell’ex numero 1 del tennis mondiale (ha allenato, tra gli altri, anche Andy Murray). Insomma, un vincente sempre e comunque…