A volte il talento non basta. Sono infatti parecchi i calciatori che, nonostante i doni di Madre Natura, non sono poi riusciti ad esprimere tutto il proprio potenziale sul campo. I motivi possono essere vari: da una vita privata sregolata alla mancanza di fiducia in se stessi, per non parlare degli infortuni. La rivista France Football, nota ai più per l’assegnazione del Pallone d’Oro, ha stilato la classifica dei talenti sprecati più famosi di tutti i tempi: ne abbiamo scelti 5, siete d’accordo con noi?



La top 5 dei talenti sprecati

  1. ANTONIO CASSANO
    “Si può parlare di talento sprecato per chi ha vinto Scudetto e Liga, ha segnato 150 gol, di cui uno nella finale di Euro 2012? Sì, se si tratta di Antonio Cassano”: questo l’inizio della scheda dedicata dalla nota rivista francese al talento di Barivecchia, che in carriera ha vestito le maglie prestigiose di Roma, Milan, Inter e Real Madrid. Eppure, nonostante lampi di classe purissima, ha sempre dato l’impressione di non essere riuscito a mettere in campo tutto il proprio potenziale, a causa di una vita poco regolare (ricordate le sue 700 donne?) e poca voglia di allenarsi…

  2. PAUL GASCOIGNE
    La personalità fragile è stato invece il tallone d’Achille di Paul Gascoigne, che non è riuscito a dribblare una vita difficile, costellata di dipendenze e rapporti personali complicati. Stella della Nazionale inglese e del Tottenham, Gazza giocò in Italia con la maglia della Lazio, dove i tifosi ancora oggi non mancano di ricordarlo con un affetto speciale, nonostante un paio di brutti infortuni ne abbiano condizionato il rendimento e la serenità. Della sua esperienza italiana resterà impresso il colpo di testa che valse il gol del pareggio nel derby con la Roma del novembre 1992.

  3. NICOLAS ANELKA
    C’è stato un momento, nell’estate 1999, in cui Nicolas Anelka era il calciatore del momento, e tutte le più grandi squadre italiane ed europee diedero vita ad una vera e propria asta a suon di rilanci milionari pur di accaparrarsi il suo cartellino. Alla fine la spuntò il Real Madrid che bruciò la concorrenza di Lazio e Juventus e sborsò all’Arsenal quasi 25 milioni di sterline. Fu un flop clamoroso, anche a causa del carattere ribelle del francese, che avrebbe poi cambiato diverse maglie negli anni successivi segnando anche diversi gol, ma senza mai dare l’impressione di aver raggiunto la piena maturità calcistica.

  4. ANDY VAN DER MEYDE
    Era arrivato all’Inter, nel luglio 2003, come uno degli esterni più promettenti d’Europa: il suo biennio nerazzurro si concluse invece con un solo gol in serie A e tanti rimpianti. La nostalgia di casa e una vita piena di eccessi (raccontata anche nella sua autobiografia) giocarono però un brutto scherzo all’esterno mancino, che andò incontro ad un progressivo declino fisico ancor prima che calcistico che lo ha costretto ad un prematuro ritiro, ad appena 30 anni…

  5. ADRIANO
    Chiudiamo la nostra top 5 con Adriano Leite Ribeiro, una vera e propria forza della natura che però -dopo la traumatica morte del padre- vide emergere tutte le sue debolezze sprofondando nel tunnel della depressione. E così, dopo aver segnato valanghe di gol con la maglia dell’Inter e della Nazionale brasiliana (con cui vinse anche una Copa America da assoluto protagonista), il talento di Adriano svanì e nemmeno il ritorno in Patria riuscì a fargli recuperare la gioia di giocare a calcio.